Alzati e vai avanti! Questo il vero significato della Pasqua

Massimo Bordin micidiale.it 20.4.19

Anche se festeggiamo di più il Natale che si sovrappone ad altre feste pagane, è la Pasqua la festa più importante dei cristiani. Tra ovetti e conigli, gite fuori porta e luoghi comuni (natale con i tuoi e pasqua con chi vuoi), la resurrezione di Cristo è più interessante della sua nascita giacchè nascere pare essere più facile che risuscitare. Dunque, al netto delle tante contaminazioni ebraiche, la pasqua cristiana non è altro che la celebrazione della resurrezione di Gesù avvenuta 3 giorni dopo la sua crocifissione. E’ fissata la domenica perchè le sacre scritture forniscono questa indicazione. E fin qua, sono cose che sappiamo tutti (spero). Ma il mistero della risurrezione merita qualche considerazione in più, visto che scientificamente risulta inaccettabile. Nel senso: posso credere nella nascita del profeta, è plausibile, ma non posso accettarne la risurrezione senza uscire a piè pari dal campo della scienza e della storia.

Per interpretarla correttamente, ci soccorrono le parole dello psicanalista (ma di formazione filosofica) Massimo Recalcati

«in generale ogni volta che incontriamo una resistenza insperata alla morte, ogni volta che incrociamo la sorpresa della vita che non cede alla morte e ricomincia a camminare, facciamo esperienza della resurrezione. Come se la cifra ultima della resurrezione coincidesse con quella della insurrezione: non si tratta di respingere fobicamente la caduta o la malattia, il fallimento o la perdita inconsolabile, Illudendosi che possa esistere una medicina capace di dissolverne la presenza scabrosa. Piuttosto si tratta di non lasciare l’ultima parola alla morte. Per questo sappiamo che i momenti più fecondi per una vita sono quelli che implicano passaggi stretti, crisi, ferite. Tuttavia, affinché il “miracolo” della resurrezione si possa compiere è sempre necessario un atto di fede che non può essere confusa con una semplice credenza. Non si tratta tanto di avere fede in un salvatore, ma di avere fede nella forza stessa della fede. Quando una volta a Lacan chiesero in che cosa consistesse l’esperienza dell’analisi, egli rispose, molto semplicemente, che essa consisteva nell’offrire ad una vita persa, l’opportunità per “ripartire”. Ebbene, la fede nel proprio desiderio è la condizione di base per questa ripartenza. Alzati! È la parola-imperativo che rimette in piedi e in movimento la potenza affermativa del desiderio contro la tentazione cupa, sempre presente negli umani, della morte».

Ecco allora che il significato della resurrezione assume un connotato che va oltre la religione. Comprenderla appieno non ci consente di vincere la morte, di essere immortali, ma di vincere la PAURA della morte. Il che, a ben pensarci, non è molto diverso dall’essere immortali.