Ismu dà ripetizioni a Salvini, ecco come leggere i numeri dell’immigrazione irregolare

Matteo-Salvini

L’Istituto di ricerca spiega i suoi numeri: il numero totale di irregolari è cresciuto, dal 1 gennaio 2018, di 129mila unità (404mila + 129mila = 533mila). Tale valore è superiore alla quantificazione di 90mila, la quale deriva solamente dagli sbarchi registrati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019. Gli sbarchi sono solo una tra le diverse tipologie di irregolarità

Nei giorni passati si è registrato un vivace dibattito sui dati relativi agli immigrati, in particolare irregolari. Poiché continuano a perdurare informazioni divergenti su tali dati, ISMU ritiene di intervenire con alcune puntualizzazioni al fine di contribuire a chiarire i termini della questione, al di là delle polemiche che spesso accompagnano il fenomeno migratorio. 

La stima della presenza irregolare sul territorio italiano, di cui dispone Fondazione ISMU, è pubblicata sul Ventiquattresimo Rapporto sulle migrazioni 2018. In base a tali stime si conferma che gli irregolari presenti in Italia al 1° gennaio 2018 erano 533mila.

In relazione alla dichiarazione rilasciata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini – che quantifica in circa 90mila unità l’incremento massimo nel numero di irregolari derivanti dagli sbarchi avvenuti sulle coste italiane nel periodo intercorrente il 1° gennaio 2015 e aprile 2019 – si intende precisare che, pur non essendo direttamente confrontabili, i due dati sono tuttavia compatibili.

I punti da evidenziare sono i seguenti:

  1. Scostamento temporale: il dato prodotto da Fondazione ISMU si riferisce al 1° gennaio 2018, mentre il dato rilasciato dal Ministro dell’Interno si riferisce al periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019, superando così di 16 mesi l’orizzonte temporale della stima elaborata da ISMU.
  2. Differenza nel tipo di dato: il dato fornito da Fondazione ISMU è una stima relativa alla presenza totale di irregolari nell’ambito dell’intera popolazione straniera valutata a una data di riferimento (1° gennaio 2018). Si tratta tecnicamente di un dato di stock (ovvero della stima della quantità del complesso degli immigrati irregolari presenti a una determinata data). Il dato fornito dal Ministro Salvini è, invece, un dato di flusso: si riferisce cioè esclusivamente all’apporto massimo nel numero di nuovi irregolari riconducibile agli sbarchi osservati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019. (Si veda il nostro articolo che aveva colto la questione)
  3. Compatibilità dell’ordine di grandezza dei due dati: Fondazione ISMU stimava al 1° gennaio 2015 la presenza di 404mila irregolari sul territorio italiano. La comparazione con il dato di 533mila, stimato da ISMU al 1° gennaio 2018, indica che nei 3 anni intercorsi tra le due stime, il numero totale di irregolari è cresciuto di 129mila unità (404mila + 129mila = 533mila). Tale valore (129mila), derivante dalle molteplici tipologie di irregolarità (permessi temporanei e visti turistici scaduti, ingressi non autorizzati via terra ecc…), è superiore alla quantificazione di 90mila, la quale deriva solamente dagli sbarchi registrati tra il 1° gennaio 2015 e aprile 2019. Gli sbarchi sono infatti solo una tra le diverse tipologie di irregolarità come già specificato.

Nonostante le due fonti non siano direttamente comparabili a causa del differente lasso temporale a cui si riferiscono (Fondazione ISMU: 1° gennaio 2015-1° gennaio 2018; Ministro dell’Interno: 1° gennaio 2015-aprile 2019), le stime rilasciate da Fondazione ISMU nell’ambito dei rapporti annuali sono compatibili con le cifre rilasciate dal Ministro dell’Interno.

Le stime di Fondazione ISMU mostrano una crescita costante del numero di irregolari nella popolazione straniera dal 2013. Pertanto, rispetto a tale crescita. gli ingressi via mare costituiscono solo una delle fonti di incremento.

Alla luce di quanto qui esposto si può confermare che i due dati (533mila e 90mila) sono compatibili ma non confrontabili.