In via Broletto c’è l’IMPRONTA del PIEDE DI CRISTO (e un prete sepolto)

milanocittastato.it 2.5.19

impronta Cristo (Foto: Andrea Cherchi -c

Milano è città di sacre reliquie. Nella Basilica di Sant’Eustorgio un tempo erano conservati i corpi dei tre re magi, poi trafugati da Federico Barbarossa e portati nella cattedrale di Colonia, ad eccezione di una tibia, un perone e una vertebra rimasti a Milano. Sospeso dal soffitto del Duomo c’è uno dei tre chiodi usati per crocifiggere Gesù. Pochi sanno che in una chiesa semi ignorata in pieno centro c’è anche l’impronta di un piede del Cristo.

Nella centralissima via Broletto, infatti, c’è la chiesa di San Tomaso in Terramara, secondo la storia, o la leggenda, chiesa di “morte e di preti sepolti vivi“.

Questa chiesa in stile neoclassico, ignota a gran parte dei milanesi, contiene al suo interni alcuni reperti misteriosi. Il primo è l’impronta di Gesù. Collocata nel 1597 dall’arcivescovo di Milano Federico Borromeo, nipote di Carlo, l’orma riprende un’antica tradizione (vestigium pedis), oggi per lo più sconosciuta. Non si tratta di un esemplare unico, visto che impronte di Cristo si trovano anche a Roma (nella chiesetta di Santa Maria in Palmis) e a Gerusalemme, così come succede per altri personaggi storici. Celebri, infatti, sono l’impronta del piede di Adamo sull’omonimo picco in Sri Lanka o quella di Maometto sulla Cupola della Roccia a Gerusalemme.

impronta Cristo (Foto: Andrea Cherchi -c)
impronta Cristo (Foto: Andrea Cherchi -c)

Ma c’è un altro motivo per cui la chiesetta di via Broletto è diventata tristemente nota. All’inizio del quattrocento un prete, che si era rifiutato di dare sepoltura a un pover’uomo perchè la vedova non aveva il denaro necessario, per punizione venne sepolto vivo negli scantinati della Chiesa, su ordine di Giovanni Maria Visconti. Da qui la denominazione di San Tomaso in Terra Amara o Terra Mala, in seguito contratto in Terramara.