Finanza: gli allievi di Bazoli (Mi.Fi.)

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Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La conferma di Giovanni Bazoli rappresenta il più forte elemento di continuità del rinnovo appena varato in Intesa Sanpaolo . Una continuità voluta non solo dagli azionisti storici e dal top management, ma anche dai soci istituzionali che in assemblea hanno garantito pieno appoggio al gruppo dirigente. Anche se le redini della banca sono saldamente nelle mani del fidato Carlo Messina, non c’è dubbio che Bazoli rappresenti ancora un elemento di stabilità della corporate governance e un punto di riferimento per molti manager all’interno e all’esterno del gruppo. La capacità di scegliere le figure professionali giuste a cui affidare la gestione della banca è stata del resto una sua dote distintiva. Una dote che ha favorito l’affermazione di banchieri come Messina, Corrado Passera e Gaetano Miccichè, ma anche di un’ampia schiera di dirigenti molti dei quali sono ancora ai vertici di Intesa Sanpaolo . 

Tra questi c’è Paolo Grandi, l’attuale chief governance officer della banca. Milanese, classe 1954, Grandi ha una carriera tutta interna al mondo Cariplo. Un percorso che gli ha consentito di costruire salde alleanze con il management e gli stakeholder del gruppo. Se il rapporto con gli amministratori delegati è sempre stato di reciproca stima, Grandi ha saputo soprattutto costruire relazioni eccellenti con gli azionisti di riferimento, a partire dalle fondazioni. Soprattutto da quando, nel maggio 2013, è diventato chief governance officer il banchiere rappresenta infatti il trait d’union tra management e stakeholder. Una dialettica gestita grazie agli ottimi rapporti con Giuseppe Guzzetti, Luca Remmert, Francesco Profumo e Antonio Finotti, presidenti delle fondazioni Cariplo, Compagnia di Sanpaolo e Cariparo (in quest’ultima Finotti è stato sostituito nei mesi scorsi da Gilberto Muraro). 

red/fch 

 

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May 06, 2019 02:32 ET (06:32 GMT)