Facebook, un fornitore ha spiato i messaggi privati per addestrare l’algoritmo

Gabriele Porro wired.it 7.5.19

I 260 dipendenti di una società indiana hanno raccolto foto e post privati degli utenti del social network, a loro insaputa, per allenare l’intelligenza artificiale del gruppo

facebookLa Reuters ha svelato che 260 dipendenti di alcuni fornitori di Facebook e Instagram hanno raccolto milioni di foto, aggiornamenti di stato e letto messaggi privati dal 2014 con lo scopo di allenare l’intelligenza artificiale (Ai) del social network. Il materiale è stato suddiviso in cinque categorie in modo che l’Ai, osservando i post, potesse imparare a distinguere il soggetto del contenuto postato.

Allenandosi a osservare milioni di immagini l’intelligenza artificiale ha imparato a distinguere un selfie da una foto di cibo.

O le intenzioni dell’autore, affinando la differenzia tra un post goliardico e uno contenente una potenziale minaccia.

Facebook si trova nuovamente al centro di unoscandalo sulla privacy, benché in questo caso non sia diretta responsabilità della piattaforma. I 260 lavoratori erano dipendenti di una società di outsourcing indiana, la Wipro, che lavorava per conto del social network. I lavoratori hanno raccontato a Reuters la vicenda mantenendo l’anonimato a causa del timore di ritorsioni da parte della ditta indiana.

The Next Web riporta che Facebook, da parte sua, ha confermato i dettagli del rapporto. E ha aggiunto di recente un sistema di controllo “per garantire che le aspettative sulla privacy vengano rispettate e che i parametri in atto funzionino come previsto”.

Tuttavia oggi agli utenti non viene ancora data la possibilità di rinunciare a fornire i propri datinecessari per addestrare un algoritmo.