Intesa Sanpaolo: utile trimestre a 1,05 miliardi (-16%), giù i ricavi

ilsole24ore.com 7.5.19

Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo (Ansa)

Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo (Ansa)

Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo trimestre del 2019 con un utile netto di 1,05 miliardi, in calo del 16,1% rispetto allo stesso periodo del 2018, ma al di sopra dei 901 milioni previsti dal mercato. I ricavi sono scesi dell’8,8% a 4,4 miliardi, con interessi netti a 1,76 miliardi (-5,2%) e commissioni nette a 1,9 miliardi (-7%). In calo del 4,5% a 2,2 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income salito al 50,2%. Quanto alla solidità patrimoniale, il Cet1 pro forma a regime è pari al 13,5% (13,1% in base ai criteri transitori per il 2019), tenendo conto di 840 milioni di dividendi maturati nel trimestre (cifra coerente con l’80% di payout previsto per l’anno in corso).

Nel corso della conference call con gli analisti, il ceo Messina ha confermato la previsione di un utile netto 2019 in crescita. «Nel 2019 sono sicuro che daremo un risultato netto molto superiore a quello del 2018», ha detto il manager, anche in virtù della «crescita dei ricavi, una continua riduzione dei costi operativi e un calo del costo del rischio», come si legge nel comunicato sui conti trimestrali. Messina confida in una ripresa dell’Italia nei prossimi mesi («I solidi fondamentali dell’Italia hanno assorbito l’impatto del rallentamento e favoriranno una rapida ripresa nella seconda metà del 2019»).

L’istituto ribadisce inoltre che la politica dei dividendi per l’esercizio in corso prevede la distribuzione di un dividendo cash corrispondente a un payout pari all’80% del risultato netto.

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«I risultati del primo trimestre – sottolinea l’istituto – sono pienamente in linea con gli obiettivi e confermano il supporto del gruppo all’economia nei Paesi in cui opera, in particolare in Italia». Tornando all’esame del conto economico, le rettifiche su crediti si sono attestate a 369 milioni, in calo del 47,1% rispetto al quarto trimestre 2018 e del 23,6% nei confronti del primo trimestre 2018. L’utile sconta la contabilizzazione di imposte sul reddito per 536 milioni, oneri di integrazione incentivazione all’esodo per 22 milioni, oneri derivanti dall’allocazione dei costi di acquisizione per 40 milioni, tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario per 146 milioni netti (contro i 126 milioni registrati nel primo trimestre 2018).

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Quanto agli aggregati patrimoniali, i finanziamenti verso la clientela sono pari a 396 miliardi (+0,5% da fine 2018). I crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, sono diminuiti di circa un miliardo nel primo trimestre 2019, di circa 30 miliardi dal settembre 2015 e di circa 17 miliardi dal dicembre 2017, «realizzando nei primi 15 mesi del piano di impresa 2018-2021 già il 64% dell’obiettivo di riduzione previsto per l’intero quadriennio». Lo stock di crediti deteriorati scende così a marzo 2019, rispetto a dicembre 2018, del 2,6% al lordo delle rettifiche di valore e dell’ 1,8% al netto. L’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari all’8,5% al lordo delle rettifiche di valore e al 4,1% al netto.

Il livello di copertura degli Npl è pari al 54,1%, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 66,2%. In merito ai risultati delle singole aree di business, la Banca dei Territori ha chiuso il trimestre con un utile netto di 459 milioni (+9,5%), il Corporate e Invesment Banking ha guadagnato 363 milioni (-45,7%), le International subsidiary banks 181 milioni (-0,5%), il Private Banking 232 milioni (-4,1%), l’Asset management 117 milioni (-3,3%) e la divisione Insurance 157 milioni (-21,1%).

Proprio sul fronte degli Utp, la banca – che ha avviato nei mesi scorsi una trattativa in esclusiva con Prelios – potrebbe prendere una decisione «tra fine giugno e inizio luglio», ha detto Messina. «Stiamo lavorando su gli Utp perché è l’area dove vogliamo accelerare la riduzione» dei crediti deteriorati, ha detto il manager, aggiungendo che «l’obiettivo principale è riportare i crediti in bonis, ma c’è anche la valutazione di possibili vendite».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)