Indennizzo per i Risparmiatori, Zanettin sul 1° decreto: rimborsi iniziano solo a fine anno se…

Giovanni Coviello Vicenzapiu.com 11.5.19

Zanettin interviene alla Camera sul Fondo indennizzo risparmiatori

Zanettin interviene alla Camera sul Fondo indennizzo risparmiatori

Il primo commento ad arrivarci sulla notizia della emanazione del primo decreto attuativo del Fondo Indennizzo per i Risparmiatori, di cui abbiamo pubblicato l’anteprima, è del deputato vicentino di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, che per gran parte del 2018 e nel 2019 è quello che più di ogni altro ha fatto sentire la sua voce sul dramma del flop delle due ex popolari venete con, in primis, la Banca Popolare dio Vicenza.

Lo ha fatto su aspetti prettamente legali (vedi la proposta da noi fatta e da lui portata in parlamento di azzerare il patto quota lite) e su questioni più politiche (vedi il suo pressing sul ministro Tria per far luce sulle osservazioni della UE, sempre da noi pubblicate, sulla prima versione del FIR) .

E oggi Pierantonio Zanettin, a Vicenza per supportare la candidatura alle europee di Matteo Tosetto, ci ha contattato per dichiararci: «Il Governo, probabilmente colto da una sorta di “ansia di prestazione”, considerati i ritardi maturati, rispetto a quanto era stato solennemente promesso nella assemblea di Vicenza del 9 febbraio 20’19, ha finalmente reso noto il primo dei decreti attuativi del FIR. Serve per andare sui giornali, ma, sul piano normativo,  non  mi pare si rinvengano significative novità».

Infatti, continua Zanettin, «la decorrenza del 180 giorni per il deposito delle domande di indennizzo verrà stabilita solo con un successivo decreto. Quindi appare evidente che, nella migliore delle ipotesi, i primi indennizzi potranno essere liquidati nel mese di dicembre.
A questo punto, le stime del DeF, che ipotizza 75 milioni di indennizzi erogati nel 2019, appaino anche ottimistiche».

«Attendiamo, infine, di capire l’iter parlamentare del “decreto crescita” – conclude il deputato vicentino -. Il Calendario  della Camera dei Deputati prevede che venga votato solo dopo le elezioni europee. Mi pare una scelta “prudente”, considerate le “fibrillazioni” della maggioranza in queste ultime settimane».

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