“L’Europa in cui crediamo” secondo la Comunità Giovanni XXIII – Ecco la panoramica dei nove temi a cui i politici europei non possono sottrarsi

GIUSEPPE CHINA interiss.it 13.5.19

Il Parlamento europeo

Il Parlamento europeo

imminente tornata elettorale europea avrà un peso ben maggiore rispetto a tutte le precedenti. Gli eletti del Vecchio Continente hanno l’occasione e il dovere morale di plasmare una nuova Europa. Fondata su due concetti inestricabili: il bene comune e la dignità. Perché senza il primo non ci sarebbe la seconda e viceversa. L’Associazione Papa Giovanni XXIII è permeata da una visione che si poggia su uguaglianza e fratellanza umana, sostenibili in tutte le loro sfaccettature: sociale, economica, politica, territoriale ed ambientale. 

La creazione di un Commissario europeo per la pace

Una nuova stagione europea, lungimirante e dinamica, non può nascere senza una prospettiva univoca e chiara delle relazioni internazionali. “Da quando l’uomo esiste” affermava don Oreste Benzi, fondatore della nostra Associazione, “la terra non ha mai cessato di bere il sangue umano. Gli uomini hanno sempre organizzato la guerra. È arrivata l’ora di organizzare la pace”. Dunque, l’istituzione di un Commissario europeo per la pace, necessario per garantire il proprio ruolo guida nella non violenza come stile per una concreta politica di pace. Ma ciò non basterebbe senza la contemporanea promozione di studi e ricerche per la graduale razionalizzazione e riduzione delle spese per gli armamenti. 

L’ospitalità per tutte le persone, specialmente i meno fortunati

Accoglienza — parola con un notevole grado di diffusione nel dibattito politico globale — è sinonimo di cura dei più deboli. La classe dirigente presente e futura deve sostenere il diritto del minore alla famiglia; promuovere l’affidamento familiare, l’adozione e le diverse forme di accoglienza, in primis dei minori ed in generale di tutte le persone fragili e disagiate. 

Il lavoro come strumento dignità

La mancanza di lavoro è la piaga del nostro tempo. Nell’Europa attuale manca un’armonizzazione legislativa nel contrasto alla povertà, con misure più orientate al reinserimento lavorativo. Latitano anche gli strumenti per eradicare la povertà minorile e, in certi Paesi, i salari minimi garantiti che prevengono fenomeni di sfruttamento lavorativo e caporalato. Occorre anche imporre il prima possibile la tassa sulle transazioni finanziarie.  

Il dramma della nostra epoca: i migranti

È inutile nasconderlo, gran parte del successo politico di qualsiasi schieramento passa da come esso si pone nei confronti delle migrazioni. La Papa Giovanni XXIII ritiene che l’Europa debba essere un ambiente inclusivo in grado di facilitare l’integrazione dei migranti nella società. Inclusione sociale che si origina dalla promozione di corridoi umanitari nelle zone di conflitto come la Libia. Appare indispensabile anche una revisione in senso progressista del regolamento di Dublino: con norme che facilitino l’inserimento dei migranti nei Paesi in cui si trovano i loro familiari o in realtà in cui hanno già vissuto; senza tralasciare il varo di una legislazione trasparente ed equa sulla ripartizione delle persone che migrano. 

No alla maternità ad ogni costo

Fino a dove deve spingersi la scienza medica? Domanda cruciale per chi ritiene la vita umana sacra, in ogni forma e periodo dell’esistenza. L’Unione Europea deve garantire il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, impegnarsi affinché ad ogni donna venga riconosciuto il diritto di non abortire e poter accogliere il figlio che porta in grembo in condizioni dignitose. Bandire in ogni Stato europeo la pratica dell’utero in affitto, sia che si tratti di maternità surrogata commerciale, sia di maternità surrogata cosiddetta “altruistica”. 

I tossicodipendenti non sono criminali

“I danni delle droghe sono anzitutto sulla persona. Chi fa uso di queste sostanze cessa di crescere nella sua personalità. Smette di affrontare la vita”, ripeteva don Oreste Benzi. I politici devono affrontare il tema del consumo di droga come un problema di salute pubblica e non come una questione di giustizia penale

Basta alla piaga del sesso a pagamento

Il traffico di esseri umani è la terza industria illegale al mondo per fatturato. Le vittime sono soprattutto donne e bambini. In particolare le vittime di sfruttamento sessuale appartengono alle categorie vulnerabili, in condizioni sociali e economiche sfavorevoli, spesso cresciute in situazioni familiari violente ed abusanti, private di documenti, sradicate dal loro Paese, non in grado di difendersi e di reagire. Non si può affermare che chi va con le prostitute stia esercitando una libertà. È una “libertà” nei confronti di una persona che non è libera e non ha scelta. “Questo è il mio corpo” è la campagna dell’Associazione Papa Giovanni XXIII che chiede l’adozione del modello degli Stati del Nord Europa, non solo in Italia, ma in tutto il resto del continente. 

Stop al fine pena mai

Chi non ha peccato scagli la prima pietra. La certezza della pena è fondamentale nei moderni stati di diritto, però, il reinserimento sociale rappresenta il fine ineludibile a cui devono tendere. Per questo necessitiamo dell’abolizione dell’ergastolo ostativo, una vera e propria condanna fino alla morte. Dunque, trattamento inumano e degradante, secondo i principi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo

La tutela ambientale per garantire un futuro al pianeta

Last but not least il tema del cambiamento climatico. Dato che le risorse del pianeta sono limitate è indispensabile adottare un sistema economico studiato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo gli sprechi. In due parole: economia circolare.