CARIPLO, GUZZETTI IMPALLINA MASCETTI

andreagiacobino.com 17.5.19

Non è tipo da “supercazzola” nonostante porti lo stesso cognome del conte Raffaello interpretato da Ugo Tognazzi nello straordinario “Amici miei” e inventore della celebre “gag”. Andrea Mascetti, avvocato di fatti concreti, nato a Varese nel 1971, è un nome importante nella nomenklatura della Lega di Matteo Salvini: già presente nella Commissione Centrale di Beneficenza, organo “politico” della Fondazione Cariplo, vi è stato appena riconfermato pochi giorni fa nella lista dei 28 designati da enti pubblici, terzo settore e istituzioni culturali. Mascetti fu designato nel 2013 su indicazione del leghista Dario Galli allora presidente della provincia di Varese: ora vien riconfermato su indicazione della Regione Lombardia guidata dal suo grande amico leghista Attilio Fontana.

Mascetti pensa in grande e così qualcuno l’aveva candidato addirittura come futuro presidente della fondazione al posto dell’uscente Giuseppe Guzzetti o almeno vicepresidente. Ma non accadrà né una cosa né l’altra quando il prossimo 28 maggio i membri della nuova Commissione nomineranno il nuovo consiglio d’amministrazioine. Guzzetti dopo aver sondato Andrea Sironi rettore dell’Università Bocconi, ha individuato il futuro presidente in Giovanni Fosti, economista dello stesso ateneo dov’è direttore dell’Education for government & non profit della Sda Bocconi che è stato designato dalla Città Metropolitana di Milano; mentre l’ex sindaco di Rho Paola Pessina e l’ex preside di Agraria alla Statale Claudia Sorlini andrebbero alla vicepresidenza sostituendo Mariella Enoc e Carlo Sangalli, il potente “dominus” della Confcommercio cui rapporti con Guzzetti si sono ultimamente guastati.

Mascetti si consolerà, oltre che con il lavoro del suo studio, anche con la sfilza di incarichi che si ritrova: è nel consiglio di Intesa Russia e della svizzera Intesa Sapaolo Private Bank Morval e nei board, oltre che di Italgas, di Autostrade Lombarde e Brebemi sotto l’inflenza della Regione Lombardia così come è quella Nord Energia che presiede che alla regione guidata da Fontana è riferibile attraverso Ferrovie Nord. Ma una cosa è certa: grazie al veto dell’uscente “dominus” Guzzetti, uno degli uomini-chiave del potere leghista non arriverà al cuore della più potente fondazione bancaria italiana.