Cdp: Fondazioni in manovra su governance (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

All’indomani della nomina di Francesco Profumo alla presidenza dell’Acri si infittiscono le indiscrezioni su un’uscita di Massimo Tononi dalla Cassa Depositi e Prestiti. La coincidenza non sorprende, visto il ruolo che le fondazioni giocano nella governance della società. Il passo indietro del banchiere trentino, però, è tutt’altro che scontato e, anzi, più di una fonte suggerisce che l’ipotesi sia stata messa da parte, almeno per ora. A conferma di questa tesi va la smentita diffusa ieri sera: “Si tratta di voci totalmente prive di ogni fondamento”, ha dichiarato Tononi in riferimento ai rumor circolati in giornata. Quel che è certo, scrive MF, è che da qualche mese ormai la permanenza del banchiere trentino al vertice è in bilico. Le ragioni? Difficile decifrarle, ma qualcuno punta l’indice sull’animato clima politico romano e sulla complicata convivenza con l’ad e dg Fabrizio Palermo. 

Comprensibilmente, le fondazioni (che di Cdp sono socie al 15,9% e non intendono rinunciare alla casella chiave della presidenza) hanno iniziato a muoversi per esaminare candidature alternative. Tra le ipotesi si è fatta nei mesi scorsi quella di Franzo Grande Stevens che, con il suo profilo di civil servant super partes, avrebbe avuto le carte in regola per ricoprire la carica. Sembra però che l’avvocato torinese abbia scelto di declinare la proposta, giudicata troppo gravosa. Altro nome vagliato con attenzione è stato quello dell’ex presidente del Sanpaolo Enrico Salza, da sempre in buoni rapporti con il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Ma si sono ipotizzate anche le candidature di Franco Bassanini (che di Cdp è stato presidente dal 2008 al 2015 e che oggi da qualcuno viene dato in corsa per la presidenza di Tim ), dell’ex vice presidente di Unicredit Fabrizio Palenzona e del sociologo Aldo Bonomi, il cui nome sarebbe ben visto dalla Lega. 

red/lab 

 

(END) Dow Jones Newswires

May 23, 2019 02:21 ET (06:21 GMT)