Astaldi: in piano Cdp-Salini ricapitalizzazione da 600 mln (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Banche, Salini Impregilo e Cdp serrano le fila su Progetto Italia, il polo delle costruzioni che, sul salvataggio di Astaldi, potrebbe diventare il campione nazionale. 

Lo scrive Il Messaggero spiegando che due numeri sicuri del progetto – 

aperto ad altri gruppi (Pizzarotti, commesse di Condotte, Cmc, Fincosit): 

giro d’affari al 2021 (12 miliardi), portafoglio ordini (45 miliardi). Con Pizzarotti potrebbe esserci il nodo dei concambi. Il piano è in progress nel senso che è oggetto di rifiniture da parte di capi azienda e advisor: Lazard e Bcg per Cassa depositi e prestiti; Vitale, Merrill Lynch, studio Bep per Salini Impregilo; Houlihan Lokey, Alvarez & Marsal, Linklaters per le banche e inoltre ci sono Rothschild, studi Gop, Laghi, Di Gravio per Astaldi che nel prossimo cda tra qualche settimana, dovrebbe assumere il nuovo chief restructuring officer (cro), previsto nell’offerta di Salini: il nome è stato individuato in Paolo Amato, ex cfo di Alitalia ai tempi di Rocco Sabelli, poi approdato nella società svizzera Renova asset management. 

Tra Pietro Salini, i principali banchieri come Carlo Messina (Intesa Sp), Jean Pierre Mustier (Unicredit), Jean-Laurent Bonnafè e Andrea Munari(np-Bnl), Giuseppe Castagna (Banco Bpm), l’a.d. di Cdp Fabrizio Palermo i colloqui si sono infittiti negli ultimi giorni. Salini ha comunicato ad Astaldi la volontà di prorogare al 15 luglio la presentazione della propria offerta al Tribunale per completare l’operazione con le delibere definitive di tutti i soggetti coinvolti. Ma mercoledì 19 giugno la sezione fallimentare presieduta da Antonino Lamalfa (giudice delegato Angela Coluccio) ha fissato un’udienza per la discussioni dei rilievi mossi già da metà marzo riguardo i dettagli tecnici: apporto e ruolo di Cdp, banche, governance, piani di dismissioni del ramo concessioni. 

La bozza del progetto oggetto di confronti in questi giorni, ma non ancora formalizzata e quindi suscettibile di eventuali aggiustamenti, prevede una ricapitalizzazione di Salini Impregilo per circa 600 milioni. 

Cdp dovrebbe intervenire con un apporto di capitale di 300 milioni 

pari a una quota di circa il 25%. Intesa Sp, Unicredit, Bnp-Bnl, Banco 

Bpm tutte insieme dovrebbero versare 150 milioni pari al 15%: Intesa 

Sp sarebbe favorevole a partecipare all’operazione, Unicredit 

più restia, mentre le altre due attendono una linea comune. Salini 

Simonpietro, che ha il 67% di Salini, dovrebbe mettere 50 milioni e 

diluirsi al 45% mentre 100 milioni verranno garantiti da Morgan Stanley. Riguardo la governance, il nuovo cda sarà di 19 membri: 7 a Salini, 5 a Cdp, 3 alle banche. Oggetto di confronto i poteri dell’a.d. Salini rispetto a quelli del cda il cui presidente sarà un personaggio di 

alto standing. 

pev 

 

(END) Dow Jones Newswires

May 24, 2019 02:26 ET (06:26 GMT)