Volo di sola andata per lo 007 in Russia

FEDERICO FRANCHINI caffe.ch 26.5.19

Un agente federale a processo in Tribunale a Bellinzona
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Per anni l’agente della polizia federale Rudi, nome di fantasia per una storia vera, ha lavorato come specialista della Russia per Ministero pubblico della Confederazione (Mpc). Da lui passavano inchieste delicate, intricati quanto difficili casi di riciclaggio, come quello che ha implicato l’ex ministra dell’agricoltura Elena Skrynnik, considerata vicina a Vladimir Putin. 
A fine 2016 Rudi si reca a Mosca su invito dell’allora vice-procuratore generale russo, Saak Karapetyan. Questioni “urgenti e riservate”. Si sarebbe trattato di discutere proprio del dossier Skrynnik, in corso ormai da tre anni. Per l’agente, noto per aver criticato apertamente la direzione della Fedpol, questo viaggio costituirà la fine della sua carriera. Poco dopo, infatti, l’uomo sarà licenziato e denunciato dalla stessa polizia federale. 
Il motivo? Proprio questo viaggio nel quale, secondo la denuncia, l’uomo si sarebbe reso colpevole di numerosi e gravi reati. 
Il 4 giugno Rudi comparirà presso il Tribunale penale federale di Bellinzona. Il procuratore federale Carlo Bulletti lo accusa di “accettazione di vantaggi”. Cosa è successo? Dal decreto d’accusa letto dal Caffé, e contro cui l’uomo si è opposto – da qui il processo – emergono alcuni dettagli. L’agente ha fatto questo viaggio da solo, nel tempo libero, senza il permesso del suo superiore, utilizzando il suo passaporto diplomatico e informando il procuratore responsabile solo dopo il suo ritorno. L’atto d’accusa spiega che Rudi ha ammesso di avere incontrato anche “degli avvocati d’Aeroflot”. Ciò che per la newsletter giudiziaria Gotham City potrebbe essere legata all’affare Boris Berezowsky, l’oligarca oppositore trovato impiccato a Londra nel 2013 e accusato di aver svuotato le casse della compagnia aerea sfruttando una società svizzera. Nel suo viaggio, Rudi ha agito a nome della Procura svizzera, ma non aveva un mandato ufficiale per farlo. Un incontro informale, insomma, di quelli che tanto sembrano essere di moda oggi agli alti livelli della Procura federale. In questo caso non si tratta solo di riunioni fuori protocollo: l’agente avrebbe anche accettato l’offerta di trascorrere una settimana di caccia all’orso in Kamchatka. Il tutto, volo e albergo compreso, pagato dalla Russia per una cifra stimata attorno ai 10.000 franchi. 
Ecco dunque perché Rudi è accusato di accettazione di vantaggi. Gli altri reati per cui era stato denunciato, abuso di autorità e corruzione passiva, non hanno potuto essere provati. Qualche mese dopo il licenziamento, l’inchiesta nei confronti di Elena Skrynnik è sfociata in un decreto d’abbandono. I circa 70 milioni di franchi bloccati in Svizzera, in parte alla Bsi di Lugano, sono stati sbloccati. 
Secondo la stampa d’Oltralpe, Rudi era tormentato dal fatto che questo caso, da lui seguito in prima persona, stesse perdendo importanza di fronte all’emergere dell’affare Petrobras. Così ha approfittato delle vacanze per andare a Mosca e cercare di salvare l’inchiesta. In realtà con la sua iniziativa personale, l’inchiesta è stata forse compromessa del tutto. Così come la sua carriera.