La governance di Unicredit è sotto la lente: il mercato si aspetta l’arrivo di un nuovo top manager

citywire.it 28.5.19

La governance di Unicredit è sotto la lente: il mercato si aspetta l'arrivo di un nuovo top manager

Ameno di sei mesi dalla presentazione del piano industriale Jean Pierre Mustier è concentrato nel disegnare la strategia futura della banca. Per il ceo di Unicredit la priorità sarà individuare una nuova storia da raccontare al mercato, una storia con forti elementi di discontinuità rispetto a quella illustrata nel dicembre del 2016. Ad affiancare Mustier in questo ambizioso lavoro è la prima linea della banca, profondamente rivista qualche mese fa.

La novità più importante del nuovo organigramma, si legge su Milano Finanza, è l’assenza del direttore generale, un incarico che era stato ricoperto prima da Roberto Nicastro e poi da Gianni Franco Papa ed è finora servito come punto di raccordo tra l’amministratore delegato e il top management. La figura del dg è peraltro prevista da gran parte delle banche italiane anche se talvolta, come accade per Ubi e Intesa Sanpaolo, viene accorpata con quella di amministratore delegato. Se Papa lascerà definitivamente piazza Gae Aulenti il prossimo 1° giugno dopo 39 anni di servizio e la sua carica è stata di fatto cancellata, il mercato si attende però che una nuova figura forte possa presto spuntare nell’organigramma della banca.

Anche se formalmente l’assetto definito a febbraio non lascia spazio a un primus inter pares, si fa notare che la nuova divisione Finanza e Controllo è rimasta senza responsabile. Non c’è dubbio che si tratti di una casella strategica che, oltre alle tradizionali attività di finanza (cfo), ingloba anche le funzioni pianificazione, contabilità e investor relation, includerà anche Group identity e communication, regulatory and institutional affairs, strategy and m&a e l’area del chief lending officer. Per il momento la carica è affidata ad interim a Mustier, ma è sensazione diffusa che la banca possa individuare un candidato a cavallo dell’estate e comunque in tempo per la presentazione del piano industriale. Una scelta che andrebbe comunque concordata con la Vigilanza Bce.