L’Olanda non vuole gli albanesi

  tempi.it

Chi non vuole più che i cittadini albanesi viaggino senza visto liberamente attraverso i paesi dell’area Schengen? L’Ungheria di Viktor Orban? I sovranisti polacchi? Il governo giallo-verde italiano? Assolutamente no: a chiedere alla Commissione Europea la reintroduzione del regime dei visti per i viaggiatori albanesi in Europa, come misura per combattere la criminalità di origine albanese, è stato il governo olandese dopo un voto a larga maggioranza del suo parlamento. Il 31 maggio scorso la richiesta è stata formalmente depositata nelle mani del Commissario europeo per le migrazioni Dimitris Avramopoulos; il 3 giugno la portavoce della Commissione Natasha Bertaud ha annunciato che la valutazione della richiesta olandese è stata avviata e che entro un mese sarà presa una decisione.

Controlli alla frontiera

L’Albania è esente dal regime dei visti previsto per i paesi che non fanno parte dell’area Schengen dal 15 dicembre 2010: i suoi cittadini possono recarsi nei paesi dell’Unione Europea e in un’altra mezza dozzina di paesi europei associati all’area Schengen semplicemente dichiarando la destinazione e dimostrando di essere in grado di mantenersi per la durata del soggiorno, fino a un massimo di 90 giorni anche con entrate multiple in un arco di sei mesi. I paesi dell’area Schengen possono ripristinare temporaneamente i controlli alla frontiera riguardo a viaggiatori di qualunque provenienza per ragioni di pubblica sicurezza, ma non possono discriminare un paese rispetto a un altro. Per ottenere misure che riguardano i viaggiatori di un particolare paese, si può solo ricorrere alla Commissione Europea, ed è quello che l’Olanda ha fatto dopo un voto del parlamento il 17 aprile scorso. In quell’occasione quattro parlamentari di quattro diversi partiti (Madeleine van Toorenburg del Cda, Appello cristiano-democratico, Jeroen van Wijngaarden del Vvd, Partito popolare per la libertà e la democrazia, Jasper van Dijk dell’Sp, Partito Socialista e Nico Drost della Cu, Unione Cristiana) sono riusciti a far votare dal parlamento una mozione che impegnava il governo olandese a intervenire presso la Commissione Europea per ottenere che i viaggiatori albanesi fossero sottoposti a regime di visto.

Attività mafiose

La mozione ha ottenuto 105 voti sul totale dei 150 seggi del parlamento. Hanno votato favore i parlamentari di cinque partiti (tre dei quali fanno parte della coalizione che sostiene il governo del liberale Mark Rutte), collocati lungo tutto l’arco politico dall’estrema destra all’estrema sinistra: il Pvv (Partito per la libertà) di Geert Wilders, anti-islamico e anti-immigrati, l’Unione Cristiana che in Europa è nello stesso gruppo del PiS polacco (conservatori nazionalisti), il Cda che è affiliato al Partito Popolare Europeo, il Vvd del premier Mark Rutte, liberale affiliato all’Alde, e il Partito Socialista che in Europa sta con la sinistra radicale (Gue/Ngl). 

Nel testo approvato si legge: 

«L’assemblea, dopo aver ascoltato la richiesta, rilevando che c’è stato un sostanziale incremento delle attività criminali della mafia albanese in Olanda e che queste organizzazioni criminali stanno approfittando della possibilità di viaggiare attraverso l’Europa senza visto e in tal modo stanno espandendo il loro network di traffici; rilevando che la sospensione della richiesta di visto dall’Albania era soggetta a varie condizioni, inclusa la lotta alla criminalità attraverso i confini; chiede al governo di sottomettere alla Commissione Europea una richiesta per avviare la procedura di “frenata di emergenza” per sospendere temporaneamente la liberalizzazione dei visti per chi viene dall’Albania e di informare la Camera dei progressi».

Organizzazioni criminali

La prima firmataria della mozione, l’onorevole Van Toorenburg (che è stata amministratrice di una prigione in Kosovo durante l’amministrazione Nato/Onu nel 2000-2001) ha affermato durante il dibattito che secondo indagini di polizia in Olanda vivono sei volte più albanesi di quelli che sono ufficialmente registrati, e che secondo la polizia di Rotterdam la mafia albanese è l’organizzazione criminale più violenta in quella città negli ultimi anni. Nella lettera con cui il rappresentante permanente dell’Olanda presso la Commissione Europea ha presentato la richiesta di sospensione dell’esenzione di visto per i viaggiatori albanesi nell’area Schengen si legge: 

«Negli ultimi anni, vicende che hanno coinvolto cittadini albanesi hanno ricevuto molta attenzione in Olanda. Gli albanesi svolgono un ruolo significativo nel crimine organizzato di città come Amsterdam e Rotterdam e in altre regioni del paese. Un altro sviluppo preoccupante è il crescente numero di migranti illegali dall’Albania, perlopiù giovani maschi che vogliano iniziare una nuova vita in Olanda. Anche il numero di richieste di asilo da parte di cittadini albanesi è costantemente alto».

Sospetti e statistiche

Effettivamente un’indagine condotta congiuntamente da polizia, magistratura, municipio di Amsterdam e fisco olandese ha quantificato in 499 nel 2017 gli albanesi sospettati di far parte di un cartello della droga attivo in Olanda e specializzato nell’importazione di cocaina dal Sudamerica. L’anno dopo la cifra è scesa a 476. Quanto alle richieste di asilo politico in Olanda da parte di cittadini albanesi, sono state ben 1.300 sia nel 2015 che nel 2016, prima di crollare a 500 nel 2018. Per un fenomeno simile di richieste di asilo dall’Albania anche la Francia l’anno scorso ha minacciato di reintrodurre il visto dall’Albania: nel solo 2017 Parigi ha ricevuto 7.630 richieste di asilo dall’Albania. 

Alla lettera del rappresentante olandese alla Commissione Europea sono state allegate statistiche che proverebbero che individui di lingua albanese sono il secondo gruppo più rappresentato nei primi cinque allarmi per sospetti criminali emanati dall’Olanda nel contesto del Sistema di Informazione Schengen creato per la pubblica sicurezza dei paesi firmatari. L’anno scorso il parlamento olandese ha anche votato una mozione contraria all’apertura di negoziati per l’ingresso dell’Albania nell’Unione Europea.

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