Banca Generali, gestioni patrimoniali in stile multi-boutique

FRANCESCA CONTI we- wealth.com 10.6.19

  • Le nuove gestioni family office, Nextam e MainStreet si aggiungono alle cinque già esistenti nella riorganizzazione che prevede otto team

  • Ogni gestione è responsabile delle proprie scelte gestionali, dei risultati e della comunicazione inerente ai propri prodotti

  • A maggio Banca Generali ha realizzato una raccolta netta pari a 475 milioni di euro, per un totale da inizio anno pari a 2,4 miliardi

  • La consulenza evoluta della banca private ha superato i 3 miliardi di masse e le gestioni hanno mostrato un andamento positivo nel primo trimestre

Banca Generali riorganizza le proprie gestioni patrimoniali in 8 team con linee e strategie diverse. Le nuove gestioni, volute dall’amministratore delegato Gian Maria Mossa, renderanno più flessibile la struttura della banca private, come richiesto dai banker e dalla stessa clientela

Otto team di gestione patrimoniale con linee e strategie diverse, per una struttura sempre più efficiente e flessibile. È la nuova riorganizzazione in casa Banca Generali, voluta dall’amministratore delegato Gian Maria Mossa. Il manager ha presentato il nuovo concept nelle scorse settimane ai propri private banker e wealth manager all’interno della divisione di asset management, proprio per ricercare maggiore diversificazione rispetto ai trend di mercato.

“Dopo un ultima parte del 2018 molto difficile, in cui sono mancate le decorrelazioni tra le diverse asset-class e la volatilità ha penalizzato il gestito, le rassicurazioni dalle banche centrali ad inizio 2019 hanno favorito una ripresa”, spiega Mossa. “Le difficoltà dell’asset management lo scorso anno hanno spinto tutti gli operatori a ragionare su strutture meno rigide e a graduali rafforzamenti nelle partnership o collaborazioni che riportano in primo piano le strategie multiboutique come percorso di crescita”, prosegue il manager della banca private.

Sono tre le nuove gestioni (family office,Nextam e MainStreet) che si aggiungono alle cinque già esistenti per una riorganizzazione che prevede otto team:

  1. Gestioni Relative
  2. Total Return
  3. Personalizzate
  4. Alternative
  5. Quantitative
  6. Family office
  7. Nextam
  8. MainStreet

Le gestioni presentano linee e strategie diverse e ciascuna è responsabile delle proprie scelte gestionali, dei risultati e della comunicazione inerente ai propri prodotti. A questo si aggiungono poi le collaborazioni sempre più strette con una serie di partner dalle competenze specifiche sia in campo finanziario sia industriale, come Nextam, specializzata nella gestione di grandi patrimoni utilizzando un basso turnover del portafoglio e puntando sullo stock picking, oppure MainStreetnell’universo Esg.

Nell’asset management di Banca Generali si è poi lavorato al governo del rischio distinguendo in modo analitico tre fasi differenti: monitoraggio, misurazione e intervento. “Abbiamo rivisto il processo di risk management, riorganizzato intorno alle esigenze dei team gestionali che operano a loro volta con linee guida diverse l’uno dall’altro; ognuno ha infatti propri obiettivi, un proprio ambito di azione su cui investire, propri obiettivi di linee, stile, da combinare su misura alle esigenze personali del cliente finale”, commenta il ceo.

Un elemento distintivo del team della banca è anche l’esperienza sui prodotti alternativi e illiquidi che nel medio periodo riescono ad avere un elevato grado di decorrelazione rispetto alle tradizionali asset class. “Crediamo sia importante continuare a innovare anche nelle gestioni patrimoniali che rappresentano una colonna fondamentale dell’infrastruttura del private banking garantendo efficienza operativa, tempismo sul mercato ed ottimizzazione degli investimenti”, sottolinea Mossa.

foto di Gian Maria Mossa in abito scuro e cravatta porpora
Gian Maria Mossa – ceo di Banca Generali 

Tutti i numeri di Banca Generali

La società è tornata è tornata a correre nella prima parte del 2019, registrando due miliardi di raccolta in 4 mesi e oltre 61 miliardi di masse grazie al continuo ampliamento dell’offerta e all’impegno sulla struttura esistente dei propri consulenti. Questi, dagli ultimi dati Assoreti, viaggiano ormai oltre i 30 milioni pro-capite confermando la continuità nel percorso di crescita. Sul fronte dell’offerta la società sta accelerando nella consulenza evoluta, che ha superato i 3 miliardi di masse, e anche le gestioni hanno mostrato un andamento positivo nel primo trimestre.

A maggio la società guidata da Mossa ha realizzato una raccolta netta pari a 475 milioni di euro, per un totale da inizio anno pari a 2,4 miliardi. Nell’ambito dell’offerta di prodotti gestiti, la Sicav lussemburghese Lux Im ha raccolto 175 milioni nel mese, per un totale di 765 milioni da inizio anno. Si mantiene inoltre elevato l’interesse per i prodotti assicurativi, in particolare per le polizze di Ramo I (86 milioni nel mese e 707 milioni da inizio anno) quale investimento difensivo in fasi di elevata volatilità.

Nel risparmio amministrato, le nuove soluzioni si confermano molto apprezzate dalla clientela professionale con una raccolta di 112 milioni (452 milioni da inizio anno), di cui 66 milioni rappresentati da nuove emissioni di certificates(162 milioni da inizio anno) e 46 milioni di prodotti illiquidi (290 milioni da inizio anno). Alla crescita della raccolta si è inoltre aggiunto il forte incremento dei contratti di consulenza evoluta (advisory) che hanno raggiunto i 3,6 miliardi di masse, con un progresso di 1,3 miliardi da inizio anno, per il potenziamento dei servizi di advisory sul patrimonio finanziario e non-finanziario della clientela.