Bernardo Mattarella messo da Zonin a capo di Banca Nuova precisa ma non risponde su Banca del Popolo di Trapani

Di Giovanni Coviello -15 Giugno 2019 Vicenzapiu.com

Bernardo Mattarella, top manager di Banca Nuova di Gianni Zonin

Bernardo Mattarella, top manager di Banca Nuova di Gianni Zonin

In merito al nostro articolo di due giorni fa “Zonin mise a capo di Banca Nuova un professionista di sicuro valore ma facciamo una domanda a Mattarella…“, che nessuno si è peritato di riprendere, magari per correggerlo, ci arrivano delle precisazioni da parte del dr. Bernardo Mattarella, nipote dell’ora presidente Sergio Mattarella, che volentieri riportiamo e, poi, commentiamo.

“Gentile direttore,

ho letto con attenzione il Suo articolo intitolato “Zonin mise a capo di Banca Nuova un professionista di sicuro valore ma facciamo una domanda a Mattarella…”, pubblicato il 13 giugno scorso sul sito http://www.vicenzapiu.com e ritengo doverose alcune precisazioni.

Innanzi tutto, pur essendo un nipote del Presidente della Repubblica, non sono il figlio di Piersanti Mattarella.

Con riferimento al mio curriculum, che seppur con accenti e suggestioni non certo gradevoli viene da Lei considerato degno di un professionista di valore, mi preme sottolineare, a parte che l’anno di laurea è il 1988 e non il 1998, che lo stesso non è affatto sperduto nel web. Cercando su Google “Bernardo Mattarella cv” o “Bernardo Mattarella curriculum” è il primo risultato disponibile, in forma estesa anche se non aggiornata con l’incarico attualmente ricoperto, dal sito di Universitas Mercatorum, presso la quale tengo un corso. Inoltre, finché la normativa lo ha previsto, è stato pubblicato nella sezione trasparenza del sito di Invitalia. Da ultimo, tutte le mie esperienze professionali sono esplicitamente riportate nel mio profilo Linkedin.

Sul sito del Mediocredito Centrale http://www.mcc.it/, invece, è riportata una sintetica bio, utilizzata anche in occasione di partecipazioni a convegni e dibattiti.

Dimostrato quindi, per usare le Sue parole, che nulla è stato “bypassato”, mi sembra superfluo rispondere alla Sua ultima domanda su fatti da condannare, di cui comunque non sono a conoscenza.

ChiedendoLe di pubblicare integralmente questa mia nota, La saluto cordialmente.

Bernardo Mattarella”.

Ecco i nostri commenti già inviati direttamente

Gentile dr. Bernardo Mattarella,

se la ringrazio, intanto, per la sua cortese attenzione e per le precisazioni, che riportiamo volentieri oltre che doverosamente sulla nostra testata web, mi dispiace e mi stupisce che lei abbia riscontrato “accenti e suggestioni non certo gradevoli” nel nostro articolo citato che era la premessa necessaria a una domanda a cui oggi non dà risposta “bypassandola”, come lei dice, anche se  reputiamo che una sua chiara presa di posizione sia ancora e a maggior ragione indispensabile vista la sua reazione, ci perdoni, eccessivamente piccata.

L’anno 1998, intanto le rispondiamo noi, è un chiaro refuso di digitazione (visto che scrivevamo che è dottore commercialista dal 1990 e che il suo vecchio curriculum è stato da noi pubblicato integralmente sulla sezione dei documenti Premium di bankilelkas.com) mentre mi scuso per l’errore nell’averle attribuito come padre Piersanti Mattarella, vittima della mafia. Le chiedo, quindi, quale è il nome di suo padre se gradisce che venga giustamente inserito il suo di nome.

Il curriculum a cui facciamo riferimento lo abbiamo definito “sperduto nel web” (è nel sito dell’università telematica Universita Mercatorum, gruppo Pegaso, ndr) perché, come lei stesso conferma, non è aggiornato al prestigioso incarico che lei ricopre, quello di Ad di Mediocredito Centrale, in cui il periodo di interesse, è descritto “Dal 2000 al 2007 ha avuto vari incarichi nel settore finanziario e bancario (Nuova Merchant, NEM SGR, Fondo Nuove Infrastrutture, Banca Nuova)” senza esplicitare la sua funzione dirigenziale e non da semplice incarico in Banca Nuova, che acquisì la Banca del Popolo di Trapani coinvolta, come di recente è stato ricordato su Il Sole 24 Ore e poi anche su Report, in non gratificanti vicende.

Un suo esplicito chiarimento su quei sette anni, in cui si realizzò e si consolidò l’acquisizione cash per circa trecento miliardi delle allora lire della banca trapanese, tra l’altro carica di sofferenze per altrettanti trecento miliardi, da soci non certo meritevoli di encomi pubblici, sarebbe una chiave  importante per aggiungere elementi di comprensione di quanto avvenne intorno a Banca Nuova, di cui fu, come ci conferma, dirigente apicale per sette anni.

La sua risposta ci farebbe capire, almeno, come lei verificò la bontà dell’acquisizione, non solo in termini industriali, di una banca, la Popolare di Trapani non certo già allora indenne da chiaroscuri.

Siamo sicuri che, ribadito che nessun dubbio avevamo sul suo valore professionale, che, infatti, confermava, come scrivevamo, “la qualità e la quantità delle relazioni di Gianni Zonin” e riportate le sue giuste precisazioni ora vorrà rispondere alla domanda che le ripetiamo per la parte fondamentale rimasta senza risposta: “… Ci dica, quindi, dr. Mattarella se vuole solo bypassare quella fase o se c’è una sua qualche condanna specifica di quel periodo di quel periodo magari per fatti da lei conosciuti e valutati da una diversa visuale solo dopo ma che, se esistenti, sarebbe opportuno far conoscere a chi di dovere se non a tutti”.

Se, poi, vorrà darle il giusto ed elementare senso, ci permettiamo di farle un’altra domanda che torna sull’argomento centrale, le relazioni e le capacità di scelta di collaboratori di valore da parte dell’ex presidente della BPVi, Gianni Zonin, ora imputato nel processo per i fatti che ne hanno determinato la messa in Lca: “quando e come il cav. dr. Zonin la contattò e decise di assumerlo come dirigente di Banca Nuova?”.

Grazie infinite, dr. Bernardo Mattarella, e non ce ne voglia, se nell’interesse di centinaia di migliaia di risparmiatori ma anche suo, le facciamo domande che altri colleghi, che taluni valutano più ossequiosi e dotati di buone maniere, non fanno anche se proprio il non fare domande chiare presuppone “accenti e suggestioni non certo gradevoli” da parte di chi non le fa…

Perché teme, maliziosamente, risposte non chiare come quelle che lei, sicuramente, vorrà darci.