Dalla Bibbia al sistema bancario: è la fiducia il capitale da preservare (e rinnovare)

Herbert Anders* valori.it 17.6.19

I credenti mettono in comune i beni, i correntisti affidano alle banche i risparmi. Alla base la fiducia: un capitale da rinnovare. Ecco 3 proposte

Una delle ragioni per cui ho scelto di far parte di una chiesa Evangelica Battista è che le chiese battiste in Italia si finanziano in un “patto di cooperazione”. Si tratta di un vincolo finanziario che intende distribuire le risorse in modo equo.

La fiducia: per finanziare la Chiesa Battista…

La comunità locale contribuisce al fabbisogno nazionale secondo la raccomandazione espressa da un comitato esecutivo che la calcola in base ai membri e alla forza spirituale di ogni singola chiesa. La gestione dei contributi è affidata allo stesso comitato che gode della fiducia delle chiese. Fiducia che, certo, più di una volta è stata messa in dubbio da qualcuno/a, ma che  è sempre ritrovata tramite nuove elezioni, o rinnovati accordi tra i dissenzienti. Questo sistema, per me, è un cauto, ma stimolante, tentativo per corrispondere alla frase biblica: ”mettevano insieme tutto quello che avevano”.

…nella Bibbia

“L’insieme di quelli che avevano accettato la fede era di un solo cuore e di un’anima sola e nessuno/a disse di qualcosa che lui o lei possedeva, che fosse della proprietà privata, ma mettevano insieme tutto quello che avevano. […] Non c’era nessun bisognoso tra di loro. Perché tutti/e quelli/e che possedevano terreni o case li vendevano, portavano i ricavi e li deponevano ai piedi degli apostoli. Poi veniva distribuito ai singoli, secondo chi aveva bisogno”. Questa è una citazione tratta dalla traduzione tedesca della Bibbia in lingua giusta (2007, Atti 4; 32, 34s).

In questo testo degli Atti degli Apostoli il capitale fondamentale consiste nella fiducia,che il piccolo gruppo di credenti nutre. Solo questa fiducia permette la condivisione anche economica.

…nel sistema economico neoliberista

Al di fuori della realtà ecclesiale e forse di alcune associazioni e cooperative la frase ”mettevano insieme tutto quello che avevano” ha dell’utopistico. Il concetto del mettere insieme gli averi è lontano mille miglia dall’impostazione dell’economia neoliberista. Il nostro sistema economico favorisce l’accumulo privato, come se dall’ammontare dei propri averi il singolo potesse trarre dei capitali fondamentali per la propria vita.

In realtà anche nel sistema economico neoliberista il più alto capitale è quello della fiducia; la fiducia dei partecipanti che il sistema funzioni. Perché se essa dovesse venir meno, l’insieme dei popoli e degli Stati subirebbe un danno mostruoso. Questo rischio esiste.

Se si perde la fiducia crolla il sistema bancario

Le contraddizioni dell’economia neoliberista lentamente arrivano alla conoscenza pubblica. Più volte da quando è cominciata la crisi economica le banche in Italia temevano il crollo di fiducia dei/lle risparmiatori/ici e il conseguente run per assicurarsi il loro denaro. Una corsa alla quale il sistema non può far fronte, perché tutto quel denaro non esiste.

La leva finanziaria nel caso, per esempio, della Deutsche Bank nel dicembre 2018 si aggirava intorno a 27, che in parole semplici vuol dire che in cassaforte aveva solo un euro per ogni 27 con cui lavorava. Ciò vuol dire che più del 96 % dei soldi non era disponibile. Le banche operano con la fiducia dei loro clienti che dormono sonni tranquilli nella convinzione che al tempo opportuno potranno ritirare quanto gli spetta. È evidente che l’eventuale crollo di questa fiducia farebbe crollare tutto il sistema bancario.

Fiducia da rinnovare

La fiducia si fonda sulla disponibilità dei capitali, ma anche sull’impiego degli stessi. Come posso aver fiducia in una banca che investe i miei capitali in azioni di guerra, o finanzia la schiavitù degli esseri umani, o semplicemente predilige gli investimenti nelle energie fossiliche sono responsabili per il cambiamento climatico? Purtroppo sono molte le banche che si sono sbarazzate di ogni responsabilità verso chi investe fiducia in loro. C’è bisogno dirinnovare il capitale fiducia.

Più trasparenza e meno speculazione

A questo proposito alcune misure che potrebbero giovare:

  • incrementare gli obblighi di trasparenza per le banche, come in Italia già viene fatto tramite la legge 185/90 che obbliga le banche a presentare per la discussione parlamentare i loro affari nel commercio e nella produzione delle armi. Similmente si dovrebbe chiedere la trasparenza, per esempio, sugli investimenti nei combustibili fossili o altre questioni di eco-giustizia e così garantire la possibilità del veto pubblico.
  • tassare le speculazioni sul mercato delle valute. Troppi capitali sono impiegati nell’inutile e dannosa pratica di moltiplicare se stessi. La tassazione delle rendite produrrebbe un utile sociale per riparare i danni che provocano.
  • mettere all’ordine della discussione le libertà del signoraggio e le possibilità delle banche di creare del denaro e di essere così un fondamentale fattore nella produzione del debito pubblico. Un meccanismo che ha dell’incredibile.

Mi sembra che dobbiamo ampliare il controllo pubblico su chi gestisce il denaro del pubblico. Solo così può essere garantito che anche in futuro ci possa essere il capitale più importante: la fiducia in una gestione economica che produca benessere per tutti/e.

APPENDICE: 2 citazioni

Il nostro patto per la vita

“In risposta ad un Dio che libera e che ha fatto un patto per la vita con l’intero creato, noi proclamiamo il seguente patto per la vita di tutta la comunità creata.

Dio della vita,

Tu sei il nostro Dio

che ci libera

da ogni sistema di oppressione, esclusione e sfruttamento.

  1. Non faremo di Mammona il nostro Dio, accumulando potere e ricchezza.
  2. Non ci faremo alcun idolo, venerando l’efficienza dei nostri successi.
  3. Non faremo un uso sbagliato del nome del Signore, nostro Dio, chiamando la realizzazione del mercato che accumula ricchezze e la sua difesa con la guerra una giusta politica cristiana.
  4. Osserveremo il giorno dello shabbat, perché non sfrutteremo il lavoro umano e non distruggeremo madre terra.
  5. Ci prodigheremo per la solidarietà tra le generazioni, non solo tramite l’assicurazione di una vita dignitosa per gli anziani, ma anche non mettendo sulle spalle delle future generazioni un grave danno ecologico e ereditando loro dei debiti.
  6. Non uccideremo, escludendo dall’economia coloro che non hanno proprietà private o non possono vendere la loro prestazione sul mercato.
  7. Non tollereremo la mercificazione e lo sfruttamento sessuale di donne e bambini.
  8. Non permetteremo i molteplici furti dei protagonisti dell’economia e della finanza.
  9. Non abuseremo del sistema legale per il nostro profitto personale, ma promuoveremo i diritti economici, sociali e culturali di tutta la gente.
  10. Non seguiremo l’avidità di un accumulo senza limiti, deprivando i nostri vicini dei loro mezzi di produzione e dei loro guadagni, così che tutti e tutte possano vivere con dignità sulla ricca e bella terra di Dio”.

Dichiarazione di fede delle chiese Riformate del sud del mondo (Asia, Africa, Carabi, il Pacifico e America Latina), Buenos Aires, 26 aprile 2003

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Banche che moltiplicano il capirtale

“Il fatto incredibile che le banche, solo sulla base della proprietà di capitale, possono moltiplicarlo tramite un’immissione di denaro nominale, autorizzata dallo stato, è semplicemente uno scandalo. Lo è particolarmente, perché tramite questo meccanismo esse espropriano le cittadine e i cittadini sempre di più dei loro averi, continuano ad indebitare lo Stato e creano danni economici e ecologici […]. Questi fatti devono essere messi nell’agenda politica al più presto”.

Ulrich Duchrow, professore di teologia e fondatore della rete ecumenica Kairos Europa