È di 8 miliardi il “tesoretto” offerto da Conte alla UE

di Giorgio Cremaschi contropiano.org 22.6.19

E’ una manovra aggiuntiva mascherata… L’austerità continua più che mai…

Come aveva fatto in passato Renzi, e non gli portò fortuna, ora anche Conte annuncia di aver trovato un “tesoretto”, che verrà offerto alla UE per tenerla buona ed evitare sia la procedura d’infrazione, sia la manovra aggiuntiva. 

Il governo vuole usare quasi due miliardi di utili raccolti tra Cassa Depositi e Prestiti e Banca d’Italia. Ad essi vanno aggiunti gli altri due miliardi già sottratti alla spesa ed accantonati in seguito all’accordo con la UE del dicembre scorso. Infine a questo soldi vanno sommati quelli “risparmiati” su reddito e quota 100, che a fine anno potrebbero sfiorare i quattro miliardi. 

Questo risparmio non è frutto di una particolare generosità degli italiani, che hanno rinunciato ad un loro diritto. E neppure di una sopraggiunta diffusa ricchezza o di una voglia irrefrenabile di lavorare fino a settant’anni. 

No. Il risparmio sui due provvedimenti bandiera del governo gialloverde è voluto, è determinato dalla montagna di clausole, lacci e lacciuoli con cui le leggi sono state varate. In modo da scoraggiare o respingere tanti che pure ne avrebbero potuto usufruire. 

Non è una novità questo modo di procedere, ne sanno qualcosa gli esodati, ai quali governi vecchi e nuovi hanno promesso la sanatoria dell’ingiustizia subìta, che però si è realizzata con ben OTTO successivi provvedimenti. E non sono bastati, si attende una nona salvaguardia degli esodati, sulla quale il governo fa finta di di niente. 

In Italia funziona così: prima si promette un diritto sul quale tutti si pronunciano e scontrano, facendo finta che sia per tutti. Poi si vara una legge che viene finanziata solo per una parte di coloro che teoricamente ne dovrebbero essere beneficiati. Infine si amministra l’accesso a quel diritto con tali clausole restrittive, per cui alla fine coloro che davvero usufruiscono del provvedimento sono molto meno di quelli previsti. 

Previsti da chi? Dalle opposte propagande, perché chi fa queste leggi sa benissimo quello che fa. 

Quattro miliardi in meno per reddito e pensioni anticipate non sono un risparmio, sono un taglio preventivo. 

Infatti, se fossero davvero un risparmio, quei soldi, così come gli utili accantonati, sarebbero investiti e redistribuiti a chi ne ha bisogno. Sanità, scuole, case, servizi sociali, ricostruzioni e risanamenti ambientali, ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta. 

Invece quei quasi 8 miliardi risparmiati, cioè sottratti a noi, andranno alle banche, come come prova offertiva che l’austerità continua. 

Del resto la lettera di Tria precedente a quella di Conte già conteneva un impegno chiaro: accrescere l’attivo primario. Cioè aumentare la differenza tra quanto lo Stato raccoglie in tasse e quanto restituisce in servizi. Quindi aumentare i tagli alla spesa pubblica per dare più soldi alla finanza che detiene il nostro debito. Come si fa da venticinque anni. 

Se poi a tutto questo si aggiunge che Salvini vuole 10 miliardi per la sua scandalosa tassa piatta, che dà di più a chi ha di più e di meno a chi ha di meno, il danno per chi ha bisogno dei servizi e delle tutele pubbliche diventa catastrofico. 

Otto miliardi risparmiati sui cittadini, dieci miliardi tolti ai servizi sociali per ridurre le tasse, fanno 18 miliardi di austerità. Questa è la manovra aggiuntiva non dichiarata, ma che verrà fatta. Una manovra aggiuntiva mascherata. 

Che poi ai governi francese e tedesco, a quelli nordici e di Visegrad, amici di Salvini solo per la SeaWatch; che poi alla UE questo possa non bastare non riguarda la politica economica, su cui SONO IN REALTÀ TUTTI D’ACCORDO, ma gli scontri di potere su chi comanda in Europa. E qui Salvini e Di Maio, nonostante i proclami, contano zero e gli altri lo sanno. 

Intanto l’austerità continua.