Carige, no ad Apollo. Verso intervento pubblico-privato

milanofinanza.it 24.6.19

Nuova svolta nel tormentato salvataggio di Banca Carige. Rispedita al mittente (probabilmente in maniera definitiva) la proposta del fondo Apollo, lo Schema Volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) si prepara ad aprire il paracadute per l’istituto genovese. L’annuncio è appena arrivato attraverso una nota del veicolo presieduto da Salvatore Maccarone.

Lo Schema dice no all’ipotesi di intervento su Carige «allo stato prospettata da un fondo di private equity (Apollo, ndr)», e si dice pronto a intervenire «anche in tempi stretti» per valutare proposte di intervento che «prevedano la partecipazione degli attuali azionisti e di partner pubblici o privati». Il consiglio di gestione – si legge nella nota – a valle di un «attento esame della situazione e delle prospettive di Banca Carige, ha ritenuto di non accogliere» la proposta del fondo e «ha manifestato il fermo intendimento di intervenire, anche in tempi stretti, nella soluzione della crisi della banca, con la disponibilità a valutare – nell’ambito dei propri organi e in coerenza con le disposizioni statutarie – proposte di intervento che prevedano la partecipazione degli attuali azionisti e di partners pubblici o privati».

«Già da domani» lo Schema volontario avvierà un’analisi approfondita degli aspetti tecnici e organizzativi della banca, «per definire il fabbisogno di capitale e le connesse proiezioni economico-finanziarie pluriennali, idonee a sostenere un piano industriale efficace e credibile». Al momento sembra insomma che il piano B predisposto dal Fitd non preveda l’intervento di fondi di investimento, ma soltanto le risorse messe a disposizione dalle banche insieme a quelle degli attuali azionisti, a partire dalla famiglia Malacalza che potrebbe partecipare alla ricapitalizzazione. L’allusione a partner pubblici fatta nella nota di oggi potrebbe alludere a un intervento del Tesoro attraverso la ricapitalizzazione precauzionale, uno strumento che il governo ha messo sul tavolo all’inizio dell’anno come extrema ratio.