DIETRO LE QUINTE/ Sea Watch, Ilva e Atlantia preparano l’uscita di scena di M5s

Ieri la Nave Sea Watch è entrata in porto. L’Ilva è finita. Di Maio sbarella su Atlantia. Tute prove che M5s ha ormai terminato il suo compito

Palazzo_Chigi_Lapresse
Palazzo Chigi (Lapresse)

È iniziata la fine del mondo. O meglio, “una fine del mondo”, come ci insegnava Ernesto De Martino nei suoi indimenticabili capolavori su Sud e magia e sul ruolo dei miti archetipali nella vita quotidiana della povera gente. Alla fame, alla disperazione, all’abbandono sociale si rispondeva (si risponde?) con un posizionarsi spirituale magico nei confronti del mondo. Così facendo la miseria, la morte imminente, la fame e la malattia si dimenticavano e si poteva fortemente credere in idee salvifiche che non sfamavano di certo, ma allontanavano il dolore e sublimavano l’angoscia.

È ciò che accade oggi in Italia, ma i credenti sono cambiati e sono diventati i sacerdoti di questa inversione del mondo. I sacerdoti sono le classi alte benestanti occupate e consumanti, controllanti ideologicamente prima che economicamente i mass media di ogni sorta, dalla carta stampata alle televisioni pubbliche e private ai social networks, che articolano in mille modi per influenzare in primis le giovani e giovanissime generazioni.

Vediamo di capirne di più con qualche esempio. Il Governo italiano, ispirato dai 5 Stelle, introduce nel cosiddetto Decreto crescita un passo che segna di fatto la fine dell’industria degli acciai piani in Italia, settore in cui siamo i secondi in Europa e i decimi al mondo per produzione, ma i primi per innovazione e storica capacità di trasformazione. L’Ilva si appresta a chiudere per la giusta protesta della sua proprietà e del suo management minacciati di persecuzione giudiziaria che in un regime giurisprudenziale come l’italico è certa. L’industria non solo siderurgica ma meccanica in primis ne riceverà un colpo mortale. 

Alla deflazione tedesca via Ue si accompagnerà la dipendenza dai costi degli oligopoli internazionali siderurgici a cui l’Ilva ci consente di sfuggire con conseguenze incalcolabili. Follia? Fanatismo? Forse anche rappresentanza lobbistica di quegli interessi oligopolistici testé accennati che in tal modo possono affermarsi.

Nuovi partiti nati dal nulla trovano in tal modo la loro ragione d’essere storico-generale. Può anche darsi che compiuto il loro disegno (si pensi a ciò che succede con Atlantia e abbiamo un quadro completo), tali partiti/partito abbiano perso il loro ubi consistam e scompaiano chissà dove. Ci sono di già nuovi miti archetipali magici che nascono sulla scorta delle prove generali allestite con il caso Greta, capolavoro dell’industria culturale adorniana del moderno capitalismo delle energie integrative dette rinnovabili. Anche lì un illusionismo demartiniano di massa. 

Il caso del non rispetto delle sentenze della Corte di giustizia europea si trasforma da operazione di disturbo diplomatico e di intelligence in dispiegamento della retorica umanitaria da scenario antigonesco. 

l’Europa che ha sempre ragione crolla nella sua legittimazione sotto i colpi delle classi dominanti sovversive italiche che Antonio Gramsci e prima di lui Vincenzo Cuoco avevano definito con inaudita grandezza analitica.

Il mondo si rovescia ed è difficile rimetterlo con i piedi per terra. I dominanti anti-diesel hanno vinto e desertificheranno l’Italia.