Come ti fregheranno i soldi

Massimo Bordin micidial.it 3.7.19

Che gli italiani abbiano una fortissima propensione al risparmio è cosa molto nota. Meno noto, invece, è che per fregare i risparmi agli italiani stanno facendo di tutto e di più, essendo l’Italia il paese col minor debito privato d’Europa. In altre parole, gli italiani sono tra i pochissimi occidentali che nonostante le paghe da fame riescono ancora a risparmiare. Dunque, hanno molti soldi nei conti, e non manca chi nel mondo finanziario fa di tutto per andarseli a prendere.

Già, ma come? La stampa specializzata in tema di economia promuove da diverso tempo una campagna volta a dimostrare che i conto correnti sono una fregatura, perchè vengono erosi dall’inflazione. Secondo diverse stime, solo sui conti correnti vi sarebbero fermi 1230 miliardi di euro (oltre la metà del debito pubblico). Questi risparmi, è vero, vengono erosi dall’inflazione, che però in Europa ed in Italia è risibile come dato percentuale. Con i chiari di luna sul fronte occupazionale, gli italiani non intendono certo rischiare. 

A ciucciare un pò di liquidità ci ha pensato l’ex presidente del Consiglio Mario Monti che ossequioso al mantra “ce lo chiede l’Europa” ha pensato bene di tassare con un’imposta di bollo sui depositi creata ad hoc. A questa già di per se grave situazione si aggiunge in quest’ultimo periodo anche la fregatura dei conti deposito che hanno visto precipitare i propri rendimenti. Com’è noto, infatti, i conti di deposito sono diventati negli anni una formula molto popolare perchè sono garantiti dal fondo interbancario di tutela e, di norma, consentivano sempre di spuntare qualcosina in più del semplice recupero dell’inflazione. Oggi, senza vincoli pluriennali, difficilmente i conti di deposito ti danno un + 0,50% di interesse sulla somma depositata, mentre la pur bassa inflazione si avvicina all’1 per cento. Dunque, non c’è più alcuna convenienza a tenere i denari lì, per non ribadire il fatto che c’è il bollo di Mario Monti che sempre incombe su questi prodotti.

Una volta stabilito che nessun prodotto “tutelato” fa guadagnare, ma perdere, occorre capire se c’è un senso a tutto questo, visto e considerato che per anni non è stato così. Non credo a nessua spektre, ma da quando gli stati in Occidente sono stati estromessi dall’economia, e da quando la politica sul mercato obbligazionario è dettata da anni annorum di tassi a zero o sotto zero, il risparmaitore è invogliato, invitato, si, ehm, diciamo pure costretto, a mettere il proprio portafoglio in condizioni di forte rischio. In Italia sono pochissimi quelli che hanno abbandonato le formule tradizionali di risparmio, e vengono puntualmente derisi da chi invece ha scelto la Borsa, le criptovalute, ecc ecc. Peccato che chi ha fatto queste scelte, vincenti in termini di rendimenti, se le sia in primo luogo potute permettere. Per operai e impiegati, infatti, è difficile mettersi ad operare in Borsa, non solo per motivi di competenza tecnica, ma anche perchè il risparmio accumulato è accantonato per figli, spese urgenti e cose di questo tipo. Dunque, la maggior parte dei risparmiatori su quel treno chiamato “azioni” non c’è potuto salire, e lascia “il grosso” parcheggiato sui conti correnti o sui conti di deposito. 

L’intenzione di chi maneggia le casse degli istituti pubblici (si fa per dire) e soprattutto quelle dei privati (le banche) non è affatto favorevole al perdurare di questa situazione. 

Cosa accadrà? Uno scenario affatto improbabile è che gli specchietti per allodole prima o poi comincino a funzionare. Qualcuno si ricorda del 1929? 

Ecco, non è affatto improbabile la ripetizione di quel scenario. 

A furia di vedere gli indici salire, molti si convinceranno che è meglio metterci delle fiches per non perdere l’ultimo treno per la ricchezza. Quello sarà il momento in cui verrà giù tutto (e chi lo sa potrà riempirsi il portafoglio). Ma per farlo non basta allettare i risparmiatori con  i dati delle borse perennemente in profitto. Bisognerà anche che i prodotti cosiddetti sicuri come i conti deposito, i conti correnti, gli immobili, i fondi bilanciati ed i titoli di Stato non rendano nulla. Anzi, che facciano perdere. 

Ed è proprio ciò cui stiamo assistendo.