CARIPLO SALTO MORTALE – IL PESSIMO STATO DI SALUTE DELLE FONDAZIONI BANCARIE NON PUÒ CHE ESSERE IL FRUTTO DELL’AZIONE CONDOTTA DA GUZZETTI DI METTERE IL PATRIMONIO, ATTRAVERSO L’ACRI, AL SERVIZIO DEGLI AUMENTI DI CAPITALE SOCIALE DELLE BANCHE PARTECIPATE – IN QUESTI TRE MESI DI AUTOCELEBRAZIONI, IL GRANDE VECCHIO BEN SI È GUARDATO DAL DIRE CHE TRE DEGLI ESERCIZI DEL SUO MANDATO SI SONO CHIUSI IN PERDITA

dagospia.com 6.7.19

FONDAZIONE CARIPLO

Nelle Fondazioni bancarie non è tutto oro quel che luccica, si sa. Molte sono scomparse sotto il peso delle crisi bancarie, altre per investimenti sbagliati, altre sono state assorbite da Fondazioni più grandi. Ma anche queste – a 20 anni dalla riforma – non navigano in buone acque. Prendiamo il caso della Cariplo di Giuseppe Guzzetti, che poco più di un mese fa ha lasciato le presidenze dell’ACRI e della Fondazione Cariplo celebrato per quanto fatto a difesa a difesa del sistema delle Fondazioni di origine bancaria.

 

ANTONIO PATUELLI GIOVANNI TRIA GIUSEPPE GUZZETTI IGNAZIO VISCO

Anche qui, pur nel silenzio collettivo, c’è veramente poco a brillare. Vale la pena approfondire la questione e scoprire l’altra faccia della medaglia. Già “Affari & Finanza” di “La Repubblica” del 4 giugno 2018 evidenziava che “… oggi due terzi delle fondazioni riunite in ACRI sono talmente piccole o malmesse, nel rapporto tra patrimonio e costi di struttura, da imporre una aggregazione a pena di sparire. Sia perché tanti miliardi profusi nel ricapitalizzare le banche si sono spesso consumati sull’altare borsistico.”

 

GIOVANNI FOSTI GIUSEPPE GUZZETTI

Il pessimo stato di salute nel quale versano le Fondazioni bancarie non può che essere il frutto dell’azione sempre condotta da Guzzetti di mettere il patrimonio delle Fondazioni, attraverso l’ACRI, al servizio degli aumenti di capitale sociale delle banche partecipate, in ossequio al Ministro del Tesoro e al Governatore di turno. Interventi che si sono ben presto dimostrati pessimi, mentre rischiano di essere assolutamente tardivi ed inutili i progetti di fusione in corso tra Fondazioni, soprattutto se realizzati tra Fondazioni piccole e senza adeguate risorse.

 

La sua decisione di condurre la quasi maggioranza delle Fondazioni in CDP, cedendo al “diktat” dell’allora ministro del Tesoro Tremonti, è una testimonianza della palese soggiacenza al politico di turno. Altre Fondazioni non aderenti all’ACRI invece in perfetta autonomia scelsero presentare ricorso alla Corte Costituzionale e vinsero rimanendo così estranee al progetto Guzzetti-Tremonti.

GIUSEPPE GUZZETTI

 

In linea con il personaggio, in questi quasi tre mesi di autocelebrazioni per la sua dipartita dall’ACRI e dalla Fondazione Cariplo, Guzzetti non soltanto non ha resocontato la crisi delle Fondazioni dentro la CDP e fuori ma si è ben guardato di parlare della sua Fondazione preferendo ricordare la sua povera infanzia contadina, il suo impegno politico nella DC alla Regione Lombardia ed in Senato nonché la sua attività da filantropo.

GUZZETTI

 

E ovviamente non ha fatto alcuna menzione ai risultati raggiunti dalla Fondazione Cariplo sul piano strettamente economico-finanziario, e neanche sul fatto che tre degli esercizi del suo mandato si sono chiusi in perdita. Il 2015 per 38,7 milioni di Euro, il 2016 per 30,9 milioni ed il 2018, ultimo esercizio del mandato, per ben 114,9 milioni, per un importo complessivo di perdite di 184,5 milioni nel triennio.

 

GUZZETTI

Dalla lettura dell’ultimo Bilancio della Fondazione Cariplo, sembra di capire che la perdita subita sia fortemente influenzata dal risultato finanziario negativo (-6,8%) di 348 milioni del SIF Quesito Alternative Fund – Fund One, in cui è investito il 66% circa del totale degli attivi. La scelta di valutare il SIF a mercato comporta che il risultato degli esercizi sia fortemente influenzato da componenti di ricavo meramente contabili, cui non corrisponde un flusso in entrata di liquidità, che finisce per determinare delle tensioni sulla cassa che costringono la Fondazione ad effettuare prelievi anche in presenza dell’andamento negativo del Fondo con conseguente emersione di minusvalenze da negoziazione.

GIUSEPPE GUZZETTI

 

Questo modo di operare può incidere sulla capacità della Fondazione Cariplo di far fronte agli impegni istituzionali, in quanto la potenziale volatilità dei proventi da valutazione e non da negoziazione potrebbe costringere la Fondazione Cariplo ad attingere al Fondo di stabilizzazione delle erogazioni, che è a presidio della continuità dell’attività istituzionale per gli anni a venire. Questo in effetti è avvenuto considerato che tale Fondo si è ridotto da 390 milioni al 31 dicembre 2014 ad 82 milione al 31 dicembre 2018 per effetto, evidentemente, delle perdite subite. Nelle Fondazioni bancarie non è tutto oro quel che luccica, ma nel caso di Guzzetti a luccicare resta ben poco.

PADOAN GUZZETTI VISCO

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