Matteo Renzi è tornato nel Gruppo

Massimo Bordin micidial.it 7.7.19

L’”utile idiota” è un’espressione divenuta comune, la cui origine è però un po’ controversa. Qualcuno la attribuisce a Lenin, ma genericamente fa riferimento a una persona fragile e illusa che viene “usata” da altri per perseguire scopi che sono in realtà lontani, se non addirittura opposti a quelli di questa vittima inconsapevole.

Il caso dei ragazzi idealisti che si mettono a bordo di navi finanziate da miliardari in quest’estate italiana è sulla bocca di tutti. Giornali, televisioni e social non parlano d’altro, e dividono il Paese peggio che al tempo di Coppi e Bartali. Come osserva correttamente Giacomo Marcotti, noto statistico e fondatore di FinanzainChiaro, è curioso che proprio mentre gli attivisti promigranti ormeggiano illegalmente sulle coste italiane, Matteo Renzi sia uscito dal lungo letargo e stia spendendo energie per difendere la causa delle ong. L’ex Presidente del Consiglio lo fa anche redarguendo il suo partito, il PD, reo di aver avviato una politica severa di controllo delle frontiere ai tempi del Ministro Minniti, e di non aver sufficientemente insistito nella proposta sullo Ius Soli. Insomma, è il Renzi che non ti aspetti quello che tuona dai banchi dell’opposizione, solo che mentre tutti si aspetterebbero la solita presa di posizione centrista, nel caso-migranti Renzi diventa “Boldriniano”.

La domanda che ci sorge spontanea è allora questa: chi ha scongelato Matteo Renzi? Non doveva andarsene in Africa? (ah no, quello era Veltroni…) Ma, soprattutto: perché torna proprio ora a sgridare persino i compagni scavalcandoli a sinistra? 

Uno scenario possibile ha a che fare col gruppo Bilderberg, il raduno a porte chiuse che si tiene ogni anno tra i potenti della terra. Anche se qualche poco conosciuto e inutile giornalista (!) ha sostenuto che si tratta di banale conferenze caratterizzate dalla discrezione, fa quanto meno sobbalzare sulla sedia il fatto che alla riunione appena tenutasi sia stato invitato anche Matteo Renzi. 

Renzi non ci andò da potente, quando era alle redini della politica italiana. Non fu invitato nemmeno prima, come accadde invece allo sconosciutissimo Macron nel 2014, cui prepararono il terreno verso la Presidenza di Francia proprio in quell’occasione. Renzi è politicamente fuori dalle stanze che contano. Che senso ha invitarlo al Bilderberg dopo aver avuto successo e non prima o durante? Forse un ruolo tra i potenti lo può ancora avere. Non avendo trovato  il tavolo, a Bruxelles non poteva certo battete i pugni… e ora? Perché è entrato nel gruppo ora che conta come il due di briscola?A fare che cosa? Vabbè, siamo alle solite, nessuno nasconde interessi, e tutto avviene per caso.

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