La foto shock del ragazzo bendato in caserma

MILENA CASTIGLI interris.com 28.7.19

L’arma: “Metodi intollerabili”. Il presidente della camera penale: “Cose da far west”

La foto scioccante

La foto scioccante

Quanto è successo è molto grave, abbiamo subito avviato inchiesta interna per individuare i responsabili e sanzionare i responsabili, informandone l’autorità giudiziaria per ogni valutazione sugli eventuali aspetti penali”. Così il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, il generale Giovanni Nistri, ha commentato il caso della foto choc di Elder, uno dei due americani indagati per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega a Roma. I pm della Capitale sono in attesa di un’informativa in relazione alla foto: quando il documento arriverà a piazzale Clodio, la procura aprirà un’inchiesta.

La foto choc

Nella foto, scattata venerdì 26 luglionell’ufficio del Reparto investigativo dei carabinieri di via In Selci, a Roma, si vede il ragazzo seduto su una sedia a capo chino, ammanettato dietro alla schiena, con un foulard stretto intorno agli occhi che gli impedisce la vista. Un’immagine, poi divulgata sui social e divenuta subito virale, che ha sollevato una bufera immediata. I carabinieri – dal canto loro – hanno già avviato un’indagine interna e il militare che ha messo la benda potrebbe essere “immediatamente spostato a un reparto non operativo”. Forse per limitare i danni. Il generale Roberto Riccardi, portavoce del Comando generale, raggiunto da Repubblica, ha definito l’immagine “due volte intollerabile”: “Intollerabile in sé e intollerabile che sia stata scattata e divulgata”. “Cosa ci fa una benda in una stazione dei Carabinieri? Sono cose da far west”, ha commentato il presidente della camera penale di Roma, Cesare Placanica, su La Stampa. “L’indagine – dice – valuti anche gli aspetti più inquietanti. Siamo in presenza di un fatto unico? Cosa ci fa una benda in una stazione dei carabinieri? Cose appunto da Far West, dove, lo rammenti chi lo alimenta, l’ultimo impiccato è sempre il più giustizialista”, conclude il presidente dei penalisti romani.