Intesa Sanpaolo: asse con Sisal sui pagamenti (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Potrebbe essere molto denso l’ordine del giorno che oggi l’amministratore delegato Carlo Messina porterà al consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo. Oltre ai conti semestrali e all’operazione con Prelios sui crediti incagliati, gli amministratori della banca dovrebbero infatti esaminare uno schema di accordo con Sisal sul fronte dei pagamenti.

Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, dopo qualche settimana di trattative sarebbe stata definita una partnership industriale per allargare l’operatività della controllata Banca 5. L’istituto guidato da Silvio Fraternali dovrebbe infatti unire le forze con Sisal Pay (la piattaforma online del gruppo Sisal) per dare vita a una newco che gestirà una rete di circa 50 mila punti vendita, maggiore quindi perfino di quella di Poste Italiane. La nuova struttura diventerà di fatto una banca di prossimità e offrirà alla clientela servizi di incasso, pagamento e prelievo. Si tratterà insomma di un modello commerciale alternativo rispetto a quello delle filiali tradizionali in un periodo in cui molte banche stanno ridimensionando la propria presenza sul territorio. L’iniziativa mira anche a intercettare il crescente interesse della clientela italiana per i pagamenti digitali. ?

In base ai dati dell’Osservatorio Fintech & Digital Finance della School of Management del Politecnico di Milano, il 16% degli italiani ha utilizzato almeno un servizio fintech nel corso del 2017, con il 38% dei clienti attivo da pc e il 15% degli utenti che ha già usato tablet o smartphone per interagire con la propria banca. Un trend a cui i grandi istituti non possono restare indifferenti.?

Nel frattempo il cda odierno dovrebbe esaminare (e probabilmente approvare) lo schema di accordo con Prelios sugli unlikely to pay. Il servicer presieduto da Fabrizio Palenzona e guidato da Riccardo Serrini acquisterà un portafoglio di utp da 3 miliardi di euro, prendendo in gestione un ulteriore stock da 7 miliardi che resterebbe però sui libri della banca. Il dato più delicato riguarda il prezzo che, viste le dimensioni dell’operazione, darà un segnale indicativo al mercato. Il portafoglio potrebbe infatti passare di mano al 50-55% del valore nominale a fronte di un livello di copertura al 36,2% (dato al 31 dicembre 2018). L’operazione garantirà a Intesa un doppio risultato: da un lato migliorerà ulteriormente la qualità dell’attivo, dall’altro libererà capitale, potenziando così la capacità di finanziare imprese e famiglie.?

Dal punto di vista industriale, inoltre, il deal è del tutto coerente con la strategia della banca che, dopo aver aggredito e fortemente ridotto lo stock di crediti deteriorati nell’operazione con Intrum. adesso si sta concentrando sugli utp. Questo ultimi sono infatti un asset molto diverso dalle classiche sofferenze e richiedono un approccio da ristrutturazione e non da liquidazione come le sofferenze. Per questo, come già accaduto un anno fa con Intrum, Intesa ha deciso di selezionare un partner specializzato con cui discutere un’alleanza strategica. Quanto alla struttura finanziaria del deal, Prelios potrebbe montare una cartolarizzazione per finanziare l’acquisto dello stock.

red

(END) Dow Jones Newswires

July 31, 2019 02:35 ET (06:35 GMT)