Banche: migliora l’attivo e si riduce il rischio credito

we-wealth.com 6.8.19

  • I risultati reddituali delle principali banche europee non brillano e i risultati reddituali restano sotto i livelli pre crisi 2007
  • I dati dell’Abi mostrano come nonostante aumentino le banche europee che chiudono l’esercizio in utile i livelli di performance restano contenuti

L’analisi dei bilanci relativi all’esercizio 2018 dei maggiori gruppi bancari operanti in Europa mostra uno scenario di miglioramento dei fondamentali del settori

Miglioramento dell’attivo e riduzione del rischio di credito. Questo il quadro delineato dal V rapporto sui mercati bancari europei dell’Associazione bancaria italiana (Abi) che analizza la produttività e l’efficienza attraverso l’analisi dei dati tra il 2006 e il 2018 su un campione di 112 gruppi bancari.

Dal rapporto Abi emerge dunque come prevalgono gli aspetti positivi, soprattutto nel confronto con il recente passato, anche se non mancano alcune aree di attenzione, prevalentemente indotte dalla sfavorevole evoluzione del quadro economico che si è andata manifestando dalla seconda metà del 2018.

Nel complesso, le tendenze del 2018 mostrano un miglioramento della qualità dell’attivo e una riduzione del rischio di credito, in un contesto di rafforzamento patrimoniale e di ripresa dei risultati reddituali, che restano però sotto i livelli  pre-crisi 2007.

I principali fattori di incertezza sono riconducibili ad elementi esogeni all’industria bancaria. E tra questi, ci sono i possibili riflessi del rallentamento economico in atto e gli effetti di un ambiente regolamentare ancora in forte evoluzione.

Entrando maggiormente nel dettaglio l’analisi mostra come nonostante aumentino le banche europee che chiudono l’esercizio in utile, i livelli di performance restano contenuti. La percentuale delle banche europee, che ha chiuso il 2018 in perdita, sembra ormai tornata sui livelli fisiologici pre-crisi 2007, risultando pari al 9%, ben lontana dal 30% toccato nel 2012. Il dato assume particolare valenza con riferimento alle tradizionali banche commerciali dei paesi del sud Europa, che hanno maggiormente subito i riflessi della crisi dell’economia reale.

I più recenti dati segnalano che il settore bancario europeo, nonostante il contesto macroeconomico complesso, si sta evolvendo verso un assetto in cui prevale il modello di banca commerciale tradizionale. Si tratta di un fenomeno di particolare interesse per i paesi dell’Unione Europea, dove la crescita economica, più che in altre aree geografiche, ha bisogno di un settore bancario forte.

Le tendenze emerse per le banche operanti in Italia sono analoghe a quelle riscontrate negli altri mercati europei. In particolare, uno dei principali tratti caratterizzanti la più recente dinamica delle banche italiane è il forte miglioramento della qualità dell’attivo, in termini sia di flussi sia di stock. Nel quarto trimestre del 2018 il flusso dei nuovi crediti deteriorati è infatti sceso all’1,4% e anche lo stock dei crediti deteriorati ha mostrato importanti segnali di miglioramento: -30%.