Decennio d’oro della Germania al capolinea, urge ‘doppia dose’ di stimoli all’economia

14/08/2019 09:07 di Titta Ferraro finanzaonline.com

La guerra commerciale, l’incertezza globale e il settore automobilistico in difficoltà hanno messo in ginocchio l’economia tedesca che torna a segnare una crescita negativa. Una debolezza non circoscritta all’ultimo trimestre come confermato dal basso tasso di crescita annua e che fa temere una fase di stagnazione per il gigante tedesco dopo un decennio d’oro per la crescita. Crescono quindi le pressioni su Berlino per la messa in atto di ingenti misure di stimolo fiscale.

Pil giù e nel trimestre in corso si rischia il replay

I dati diffusi oggi evidenziano una contrazione congiunturale dello 0,1 per cento del Pil tedesco nei mesi tra aprile e giugno. Dato in linea con le attese che se replicato anche nel trimestre in corso vedrà la Germania entrare in recessione tecnica. A incidere negativamente sull’economia è il calo delle esportazioni dettato principalmente dal rallentamento della domanda a seguito della guerra commerciale Cina-Usa. “Lo sviluppo del commercio estero ha rallentato la crescita economica perché le esportazioni hanno registrato un calo più forte da trimestre su trimestre rispetto alle importazioni”, ha affermato l’ufficio statistico. Contributi positivi sono venuti  invece dalla domanda interna.

Il tasso di crescita annuale è rallentato allo 0,4% nel secondo trimestre dallo 0,7% del trimestre precedente, secondo i dati corretti per il calendario. In questo caso le attese erano per un +0,1%.

 

Cosa succede alla locomotiva tedesca?

Guerra commerciale, ma non solo. Le preoccupazioni per il futuro della Germania sono diffuse.  E’ aumentata l’incertezza  piuttosto che gli effetti diretti dei conflitti commerciali, intaccando quindi il sentiment e l’attività economica. “Inevitabilmente, la discussione sugli stimoli fiscali diventerà più accesa”, rimarca Carsten Brzeski, capo economista di ING Germany, che aggiunge: “Il rapporto sul PIL di oggi segna definitivamente la fine di un decennio d’oro per l’economia tedesca. Dalla fine della recessione del 2008/09, l’economia è cresciuta in media dello 0,5% ogni trimestre. In effetti, l’economia è cresciuta in 35 degli ultimi 40 trimestri. Tuttavia, sotto la superficie di questi impressionanti numeri , sta emergendo una tendenza preoccupante. Dal 3 ° trimestre 2018, l’economia è stata di fatto una stagnazione, con una crescita del PIL trimestrale in media dello zero per cento”.

 

Quali rimedi?

Cosa succederà adesso?  A Berlino sembra esserci un supporto crescente per concordare misure per affrontare i cambiamenti climatici a settembre, ridurre la cosiddetta tassa di solidarietà e discutere ulteriori investimenti nella digitalizzazione. “Non bisogna dimenticare che esiste un ampio margine di manovra fiscale – sottolinea Brzeski – La Germania ha bisogno di un pacchetto di stimoli a due pilastri: uno stimolo a breve termine e un aumento del potenziale di crescita a lungo termine. Le parole d’ordine sono ben note: digitalizzazione, protezione del clima, transizione energetica, infrastrutture e istruzione

Ieri l’indice Zew di agosto (sceso a -44,1 punti, peggio delle attese e sui minimi dal 2011), ha alimentato i timori di una crescita negativa della Germania anche nel terzo trimestre dell’anno. “La recente escalation della controversia commerciale tra Stati Uniti e Cina, il rischio di svalutazioni competitive e l’aumento della probabilità di un ‘no deal’ per la Brexit esercitano ulteriori pressioni sulla già debole crescita economica”, ha detto il presidente dell’istituto ZEW Achim Wambach.

Gli analisti guardanoanche  all’impatto sulla crescita tedesca del rallentamento della domanda di auto dalla Cina.  Nel 2018, le vendite di veicoli in Cina sono diminuite di circa il 3% su base annua, mentre le vendite di autovetture sono diminuite di oltre il 4% su base annua, il primo calo in oltre vent’anni. Tuttavia, le case automobilistiche tedesche hanno visto aumentare le loro vendite del 2%.

Il mercato cinese è il mercato più importante per la maggior parte delle case automobilistiche tedesche. Nel 2018, quasi un quarto di tutte le auto vendute in Cina erano tedesche. BMW e Daimler hanno venduto oltre un terzo delle vendite totali di auto in Cina. Per Volkswagen, la quota è persino maggiore del 40%.