Germania: Bundesbank teme recessione in 3* trim (milanofinanza.it)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La Bundesbank teme una recessione nel terzo trimestre in Germania. Dopo il calo del pil tedesco nel secondo trimestre, la Banca centrale non ha escluso che il pil possa diminuire anche nel terzo trimestre con la conseguenza che la più grande economia europea entrerà in recessione. Nell’ultimo rapporto mensile di agosto, la Banca centrale tedesca, ha infatti sottolineato come, sebbene il calo nel secondo trimestre sia dovuto anche a fattori straordinari, non vi sono finora segnali di miglioramento. 

“Anche nel trimestre in corso l’attività economica potrebbe diminuire leggermente”, ha sottolineato la Bundesbank, puntando il dito sul calo della produzione delle costruzioni dovuto all’adeguamento stagionale, sulla flessione delle esportazioni nel Regno Unito (a seguito di acquisti anticipati nel primo trimestre) e sulla stagnazione della domanda di auto. 

L’Istituto centrale, si legge su milanofinanza.it, ha anche citato “il continuo declino dell’industria”, osservando un calo significativo degli ordini e una forte flessione degli indicatori del sentiment per le imprese manifatturiere. Nonostante i consumi interni continuino a tener salda l’economia, il mercato del lavoro sta già mostrando segni di debolezza e anche la fiducia nel settore dei servizi sta diminuendo. Tuttavia, è probabile che il boom delle costruzioni continui, fornendo un certo sostegno. 

Infine la Bundesbank ha affermato che non è chiaro se anche la domanda interna possa subire una frenata. L’economia tedesca nel secondo trimestre si è contratta dello 0,1% su base trimestrale a causa, soprattutto, del calo delle esportazioni, dell’ampio rallentamento dell’economia globale, dei conflitti tariffari e dall’incertezza sulla Brexit. E gli esportatori subirebbero un colpo ancor più forte se dovesse aver luogo la tanto temuta Brexit senza un accordo. 

Così ora gli economisti di Deutsche Bank si aspettano che la Germania entri in recessione tecnica (fenomeno di due trimestri consecutivi di contrazione del prodotto interno lordo) con un nuovo calo del pil dello 0,2% trimestre su trimestre nel terzo trimestre. D’altra parte, ha notato il capo economista di Deutsche Bank , Stefan Schneider, tutti gli indicatori sul sentiment, come Pmi, Ifo e Zew, hanno continuato a deteriorarsi a luglio e ad agosto. “Il contesto di fragilità dell’intera economica globale, se andasse incontro a un ulteriore peggioramento” avrebbe come conseguenza un ulteriore taglio alle stime di crescita tedesca. L’esperto di Deutsche Bank prevede che il pil di Berlino si espanda solo dello 0,3% anno su anno quest’anno e dello 0,7% nel 2020. Per la media 2019 il governo di Angela Merkel prevede una crescita dello 0,5%. 

Dati, anche quelli sul settore industriale, che suggeriscono a Berlino di abbandonare l’obiettivo del pareggio di bilancio e riavviare la crescita economica attraverso uno stimolo fiscale. Già la scorsa settimana il settimanale tedesco, Der Spiegel, ha anticipato la notizia che il governo di Berlino sarebbe pronto ad abbandonare, almeno temporaneamente, la politica di bilancio attuale, basata sull’assenza di deficit, per stimolare l’economia in caso di recessione, cosa che stimolerebbe l’economia dell’intera unione monetaria. 

La Germania ha il bilancio in pareggio dal 2014, in base a una legge introdotta dall’ex ministro delle Finanze conservatore, Wolfgang Schaeuble, e rispettata dal successore socialdemocratico, Olaf Scholz. La cancelliera, Angela Merkel, martedì scorso ha detto di non vedere alcuna necessità di un pacchetto di stimolo per contrastare gli effetti di un rallentamento dell’economia, aggiungendo che il suo governo resta impegnato a avere un elevato livello di investimenti pubblici. 

Tuttavia il recente indebolimento dell’economia tedesca ha spinto molti economisti a mettere in dubbio l’opportunità di tale orientamento. Anche il presidente della Bce, Mario Draghi, ha più volte invitato i Paesi che dispongono di una capacità di spesa a utilizzarla per sostenere l’economia. E oggi proprio il ministro delle Finanze di Berlino, Olaf Scholz, ha detto che il governo tedesco potrebbe erogare fino a 50 miliardi di euro di stimoli qualora l’economia della Germania dovesse registrare ulteriori segnali di rallentamento. 

Nel frattempo, la Germania collocherà mercoledì un nuovo titolo trentennale ad agosto 2050, di ammontare pari a 2 miliardi di euro, con un rendimento probabilmente negativo, per la prima volta nella storia di Berlino. Questo perché i segnali del rallentamento dell’economia globale, l’indebolimento di quella tedesca, i rischi commerciali e le conseguenti aspettative del mercato su nuove misure di stimolo da parte della Banca centrale europea hanno spinto l’intera curva dei rendimenti dei titoli di Stato della Germania sotto zero. Oggi i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona risalgono col tasso del decennale tedesco a -0,638%. Mentre il rendimento del Btp decennale viaggia all’1,467% con gli occhi del mercato che restano puntati sull’evoluzione della crisi di governo. 

alb 

(END) Dow Jones Newswires

August 19, 2019 08:07 ET (12:07 GMT)