Mediaset: Vivendi al contrattacco (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

In un agosto apparentemente tranquillo, sul titolo Mediaset si è acceso il faro del mercato. Non foss’altro perché il prossimo 4 settembre si terranno le assemblee del gruppo tv di Cologno Monzese e della controllata spagnola per approvare la creazione della newco olandese Mfe che sarà la nuova società di riferimento del business televisivo della famiglia Berlusconi.Così, a fronte di sedute senza troppa rilevanza, ecco che da inizio mese è stato già scambiato quasi il 5% del Biscione, a fronte di un flottante risicato (23,3%) e di due azionisti forti quali Fininvest (44,1%) e Vivendi (28,8% di cui però oltre il 19% congelato in un trust), senza trascurare poi il fatto che c’è un pacchetto (2,87%) saldamente nelle mani di Ennio Doris, sodale di Silvio Berlusconi, e che Mediaset ha in portafoglio azioni proprie pari al 3,73%.E’ evidente che qualcuno si stia muovendo in vista di quella che sarà, con ogni probabilità l’ultima grande sfida tra Fininvest e la Vivendi di Vincent Bolloré. Socio, quest’ultimo, che da tempo sta provando a mettere i bastoni tra le ruote alle scelte di Pier Silvio Berlusconi con azioni legali che finora non hanno prodotto gli esiti sperati.E in vista della scadenza del 26 agosto (data ultima entro cui ci si può iscrivere al registro del voto maggiorato), e poi del 4 settembre non è da escludere che da Parigi parta un attacco mirato per bloccare l’operazione. In tal senso l’avvocato Giuseppe Scassellati-Sforzolini, dello studio Cleary Gottlieb Steen & Hamilton sarebbe al lavoro per studiare lo schema per provare a ostacolare il disegno dei Berlusconi.Nel frattempo, l’operazione viene analizzata dai Proxy advisory. Come emerso ieri Glass Lewis è favorevole al riassetto del gruppo Mediaset, mentre Iss ha espresso un parere contrario. In un report ai clienti Glass Lewis ha sottolineato che le motivazioni alla base dell’operazione e le sinergie previste “non appaiono irragionevoli dal punto di vista strategico”.Quindi il proxy advisor è convinto che ci siano motivi sufficienti perché gli investitori sostengano l’operazione, raccomandando agli azionisti di votare a favore di questa proposta. E sebbene non sia chiaro come il colosso media francese di Vincent Bolloré intenda votare e se cercherà di far saltare l’operazione (esercitando il diritto di recesso sul 9,9% farebbe saltare il processo, “vale la pena ricordare che la sua quota in Mediaset e lo scontro di lunga data con la società potrebbero avere un ruolo rilevante nel trading speculativo in merito all’operazione”, ha avvertito Glass Lewis che, in ogni caso, non ritiene che “questo rappresenti un motivo sufficiente perché gli investitori respingano l’operazione”.Mentre per Iss la fusione solleva “preoccupazioni significative in termini di governance”, dato che “ridurrebbe i diritti degli azionisti di minoranza”. Il riassetto prevede l’introduzione del voto maggiorato per gli azionisti fedeli, una soluzione che per Iss “aiuterà probabilmente l’azionista di riferimento Fininvest a mantenere il controllo sul gruppo”.In ogni caso, Iss ha riconosciuto che l’operazione ha “una motivazione strategica ragionevole, anche se c’è qualche dubbio sul raggiungimento delle sinergie previste”.red/cce (END) Dow Jones NewswiresAugust 21, 2019 02:21 ET (06:21 )