Unicredit: aggredisce gli Utp e punta a cederne un altro mld (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Unicredit prepara le ultime pulizie di bilancio prima della presentazione del nuovo piano industriale, atteso per dicembre. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la banca guidata da Jean Pierre Mustier avrebbe appena inviato a un ristretto numero di investitori i teaser per un’operazione denominata Project Dawn. 

L’obiettivo è cedere un pacchetto di unlikely-to-pay dal valore nominale vicino al miliardo di euro, un processo che entrerà nel vivo subito dopo la pausa estiva. Lo smaltimento degli utp è infatti l’attività su cui Unicredit si sta concentrando in questi mesi. Dopo una prima fase di cessioni per singolo credito (modalità single name) la banca avrebbe iniziato ad assembleare portafogli più articolati e Project Dawn è il deal più ambizioso di questa tipologia. Nelle scorse settimane sono circolati rumors di dismissioni ancora più consistenti in termini di importo nominale, anche se per il momento si tratta solo di ipotesi. 

Nel frattempo a settembre dovrebbe chiudersi anche la cessione di un secondo portafoglio, questa volta di sofferenze garantite, dal valore di 750 milioni di euro (Project Matera). 

È insomma intenzione di Unicredit chiudere l’anno con un’elevata qualità dell’attivo, anche grazie alla buona provvista patrimoniale garantita dalle ultime operazioni straordinarie. Per quanto riguarda le grandi operazioni, nel 2017 Unicredit aveva concluso il progetto Fino, ossia la vendita di uno stock da oltre 17 miliardi a Fortress e Pimco, peraltro poi oggetto di cartolarizzazione con garanzia pubblica (Gacs). Altri portafogli di dimensioni inferiori sono stati poi ceduti con un flusso quasi ininterrotto. Solo nella prima metà del 2019 sono stati venduti i portafogli Roma (crediti non garantiti) da 1,4 miliardi e Capri (crediti garantiti di ampia dimensione) da 300 milioni. Nel secondo trimestre le esposizioni creditizie deteriorate lorde sono scese di 8,2 miliardi anno su anno, di cui 2,1 miliardi grazie alle cessioni nel periodo aprile-giugno. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi di gruppo si è attestato al 7% (-1,8 punti base, anno su anno). 

Nei prossimi mesi insomma l’attenzione sarà concentrata sulla redazione del piano industriale che Mustier intende presentare alla comunità finanziaria nell’Investor Day londinese del prossimo 3 dicembre. Archiviata la ristrutturazione, il ceo vuole concentrarsi su efficienza e trasformazione del business. Una strada obbligata per rispondere al fintech e alla stagnazione: “L’efficienza arriverà soprattutto dall’ottimizzazione delle attività”, aveva spiegato Mustier in una recente intervista a MF-Milano Finanza. Proprio in vista del piano, a inizio settembre entrerà nel vivo la ricerca del nuovo presidente. Dopo la scomparsa di Fabrizio Saccomanni infatti è opinione diffusa che il successore debba essere individuato con un certo anticipo rispetto alla scadenza di dicembre per permettere così al neo-eletto di assimilare e condividere la strategia della banca. Tra i nomi che hanno iniziato a circolare ci sono quelli del presidente di Cassa Depositi e Prestiti Massimo Tononi, del numero uno di Jp Morgan Italia Vittorio Grilli e del top banker di Citi Alberto Cribiore. 

red/cce 

(END) Dow Jones Newswires

August 21, 2019 02:24 ET (06:24 GMT)