E adesso? Tasse, tagli o deficit?

Massimo Bordin Micidial.it 29.8.19

I partiti sedicenti sovranisti hanno perso le elezioni europee. Dunque, il governo italiano – che dipende al cento per cento da Bruxelles – è caduto. Ora che si sta profilando un governo ancora +europeista (lo era anche il precedente…), alcuni lettori mi hanno chiesto cosa preveda: il governo giallofucsia come cercherà di sistemare i conti per accontentare i tecnocrati dell’Impero?

PRIMA IPOTESI. Il nuovo governo usa le fiches vinte col suo eurolecchianaggio e ottiene un deficit del 3 per cento e passa. La cosa è più che fattibile. Come già scritto qui fino alla nausea tutta la questione del debito e del deficit è solo fuffa contabile. Un paese che produce può fare deficit e chi ha inventato i limiti o è un cretino, oppure è in malafede. Nel caso Ue tutte e due. Dunque, l’ipotesi di un placet sul deficit da parte di Bruxelles è probabile, anche perchè ora persino la Germania farà appello a questo strumento. L’opinione pubblica, quindi, potrà fare una pressione maggiore in questa direzione, negata risolutamente al precedente governo DiMaio-Salvini per questioni meramente ideologiche.

SECONDA IPOTESI. Tagli alla spesa pubblica. Questa ipotesi, che vedrebbe favorevole tutti i forzisti rimasti, fa gola al Pd, che ha l’identica impostazione ideologica liberista di Silvio Berlusconi, ma non è probabile come la precedente, perchè la maggioranza dei deputati in Parlamento è a targa Movimento5Stelle, che seppure in pieno declino avanza consensi ora quasi esclusivamente al sud. Area del paese, com’è noto, destinata a scoppiare per aria in caso di ulteriori tagli alla spesa pubblica. Solo il nome di Cotarelli in qualche ruolo chiave potrebbe rendere questa ipotesi più probabile della prima.

TERZA IPOTESI. Tasse “giustizialiste”. Faccio un esempio pensando al recente tentativo dei 5stelle di tassare le transazioni finanziarie con la Raider Tax, che avrebbe dovuto sostituire la Tobin Tax voluta da Monti. Di rado ho sentito una proposta fiscale più imbecille. Ogni trader, infatti, sa benissimo che è sufficiente trasferire la residenza fiscale all’estero per vedere la tassazione sui guadagni avvicinarsi a zero. Dunque, ad essere colpiti in caso di Raider Tax, saranno solo i trader part time (una nicchia), e non i grandi trader o chi lo fa professionalmente perchè questi ultimi possono agevolmente trasferirisi (anche in modo fittizio) al di fuori dei confini nazionali. In paesi come Hong Kong, Nuova Zelanda e Malesia, ad esempio, non si paga NULLA sul capital gain e moltissimi paesi, come Malta, hanno condizioni fortemente vantaggiose. Attualmente, in Italia, il capital gain è del 26 per cento. Se il Movimento5Stelle insisterà in questa direzione avvallato dai piddini il risultato sarà che molti trader trasferiranno la propria attività fuori, magari in modo fittizio. I trader part time, invece, smetteranno, perchè non avrà più senso farlo.

QUARTA IPOTESI. Una bella patrimonale in stile Amato o Monti, ma possibilmente ancora più invasiva. Secondo varie dichiarazioni dei piddini che contano in questi anni (Fabrizio Barca), ma anche dei simpatizzanti generici di questo partito, la patrimoniale sarebbe la cosa più giusta da fare, perchè colpisce “chi ha di più”. 

Mentre sostengono queste cose, Amato e Monti si piegano in due dalle risate 

Nel loro caso, ad esempio, il prelievo colpì tutti indistintamente, perchè con Amato di trattò di un prelievo forzoso direttamente dai conti correnti. Con Monti pure, ma con l’efficace mascheramento della “tassa di bollo”. Chi aveva i conti più ingegnosi, invece, se la cavò egregiamente. Ma scommetto che questi erano dei poveracci! Ogni operaio generico impiegato ai forni durante il turno di notte può permettersi uno stuolo di commercialisti che impacchetta i conti in scatole cinesi all’estero, che diamine!

QUALCHE PAROLA IN PIU’ SULLA PATRIMONIALEperchè a mio avviso questa è l’ipotesi più probabile.

Siccome prelievi forzosi e bolli sul risparmio non saranno ben visti dall’opinione pubblica, i nostri eroi agiranno in modo più subdolo. E penso a tal proposito alla tassa di successione. Com’è noto a chi queste cose le mastica, in Italia la tassa di successione è bassa, e si aggira tra il 4 e l’8 per cento. In altri paesi si arriva ad applicare anche il 50 per cento, in alcuni casi l’80. Per chi non lo sapesse, infatti, la tassa di successione la paga un erede quando riceve un patrimonio. A meno che… a meno che non si faccia, prima, un trust. Ma i ricchi non hanno certo bisogno di questi suggerimenti dai blogger ed è giusto che dopo aver vinto le elezioni europee sodomizzino le altre classi sociali. A quanto pare, queste ultime non disdegnano le pratiche sessuali aspre e decise.