Fiat, vendite di fine stagione

Stefano Rizzi Sabato 31 Agosto 2019 lospiffero.com

Dopo Magneti Marelli la famiglia Agnelli-Elkann prepara la cessione di Iveco (forse ai tedeschi). Nell’attesa di disfarsi dell’auto sotto le mentite spoglie di un matrimonio francese. Le preoccupazioni dei sindacati per le conseguenze occupazionali

Al Governo che verrà, qualunque sia, toccherà assistere da semplice spettatore alla probabile cessione di un altro pezzo importante dei gioielli della famiglia Agnelli. Dopo la Magneti Marelli e, quasi certamente seguendone lo schema ovvero prima spin off poi vendita,  desso è la volta di Iveco,



Sono in molti, tra gli analisti, a intravvedere la cessione come possibile passaggio successivo dell’imminente separazione in Borsa da Cnh della società specializzata in veicoli industriali e autobus che occupa oltre 6.300 dipendenti negli stabilimenti di Torino, Brescia, Suzzara e Bolzano. Proprio quanto accaduto con la Magneti Marelli suffragherebbe questa ipotesi, ma soprattutto nel rafforzerebbe un’altra ancor più pesante: la Famiglia della Sacra Ruota incomincia, o meglio continuerebbe, nelle cessioni preparando la grande vendita finale.
La strada francese per Fca appare definita, anche se con il bivio tra Renault e Psa. Così come sempre più chiaro sembra delinearsi  l’intento della Famiglia, attraverso la cassaforte Exor, di ridurre il suo impegno ne settore dell’auto. A molti non è sfuggito l’anacronismo tra la cessione di Magneti Marelli – azienda leader nell’alta tecnologia per l’automotive e in particolare nelle batterie al litio usate per l’autotrazione – e gli annunci di investimento proprio nell’auto elettrica, fermando concretamente ad oggi alla 500 e a un Suv negli Usa.



Lo scorporo di Iveco è un ulteriore segnale per nulla rassicurante agli occhi di chi osserva quello che è difficile non catalogare come un disimpegno ulteriore da parte del gruppo, peraltro con realizzi tutt’altro che modesti: Iveco, come Magneti Marelli, è società florida e basta guardare al rialzo del titolo del 4% alla notizia del probabile spin off che verrebbe annunciato tra quattro giorni nel Capital Markets Day alla Borsa di New York.


Di segno diametralmente opposto le reazioni del mondo sindacale.  “La notizia ci preoccupa enormemente”, dice Marco Bentivogli, segretario generale di Fim-Cisl.  “Vogliamo capire se sarà come per Magneti Marelli uno spin-off preludio di una cessione o se avverrà dentro un progetto più ampio in cui verrà confermata la presenza nel perimetro del Gruppo per favorire alleanze strategiche”, premette il sindacalista. “Nel primo caso siamo contrari ad un disimpegno del Gruppo nel settore e chiediamo al più presto di attivare un confronto vero su queste prospettive strategiche”.



La Fiom ha già  chiesto incontri negli stabilimenti interessati e incontri urgenti a livello nazionale. “E’ indispensabile l’apertura di un confronto, il futuro occupazionale degli stabilimenti italiani di Iveco” sostiene in una nota Michele Di Palma segretario nazionale dei metalmeccanici della Cgil e responsabile del settore automotive. “In un momento di vuoto politico la Fiom chiede alle istituzioni di lavorare per la crescita industriale e occupazionale”.


Di “un grande Fiat di una volta che si sta trasformando in una serie di aziende medie che nella globalizzazione sono a rischio continuità” parla il numero uno di Fismic Roberto di Maulo, il quale osserva come “questo non aiuta la stabilità dei posti di lavoro”.  



Dalla Uil, il coordinatore del settore auto Gianluca Ficco auspica la conferma delle “relazioni sindacali che abbiamo avuto finora con Cnh, fatto di informative esaustive e di coinvolgimento, ma soprattutto dobbiamo chiedere chiarimenti e garanzie sul futuro delle migliaia di lavoratori italiani coinvolti”.


Con un fatturato di circa 11 miliardi di dollari nel 2018 Iveco è un’azienda più che appetibile. C’è chi parla di interessi asiatici, ma tra i possibili acquirenti ci sarebbe la tedesca Man (Maschinenfabrik Augsburg-Nürnberg), anch’essa produttrice di camion e autobus. Proprio come la società cui gli Agnelli sembrano intenzionati a far percorrere la stessa strada della Magneti Marelli. Nell’attesa che a imboccare la via della vendita sia la stessa Fca.