Il magnate della birrae i 38 conti luganesi

FEDERICO FRANCHINI Caffe.ch 1.9.19

Uno degli uomini più ricchi del Brasile incastrato in banca

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Negli ultimi anni, non di rado, chi dal Brasile si è inabissato alla ricerca dei soldi sporchi della corruzione è riemerso… nel Ceresio. Le banche luganesi sono state tra le preferite di diversi imprenditori e politici finiti nella rete dello scandalo Lava Jato. L’ultima vicenda riguarda Walter Faria, uno degli uomini più ricchi del Paese, patron di Petropolis, il secondo più grande produttore brasiliano di birre. Lo scorso 31 luglio, il Ministero pubblico federale ne ha chiesto l’arresto: il magnate è accusato di aver riciclato centinaia di milioni di reais per conto della Odebrecht, multinazionale delle costruzioni e una delle principali aziende coinvolte nello scandalo.
Proprio come la stessa Odebrecht, anche Faria aveva scelto Lugano quale centro delle proprie attività bancarie clandestine. Se il colosso edile aveva scelto la Pkb per far transitare il denaro sottratto dalla contabilità ufficiale e destinato al pagamento di mazzette, Walter Faria ha invece optato per tre altre banche. Tre istituti che oggi sono un tutt’uno: Banca del Gottardo, Bsi e Efg. E come per Marcelo Odebrecht, patron dell’omonimo gruppo, arrestato e condannato nel 2017 in patria, anche per Walter Faria i guai sono arrivati proprio da Lugano, porto d’approdo per ancorare all’estero l’enorme ricchezza accumulata in maniera poco chiara.
Una volta respinti i soliti ricorsi inoltrati ai tribunali elvetici, infatti, sono stati proprio i documenti bancari sequestrati a Lugano, giunti in Brasile e spediti dal Ministero pubblico della Confederazione (Mpc), a sancire la sua fine. È sulla base delle carte bancarie svizzere che si sono basate le autorità brasiliane per il recente ordine d’arresto emesso nei confronti del magnate della birra. “Secondo la documentazione inviata dalla Svizzera, 38 diverse società offshore sono state identificate con conti bancari controllati da Faria presso la Efg Bank di Lugano”, si legge nel comunicato emesso dalle autorità di Brasilia. Nel documento annesso si legge l’immancabile lista di fantasiose società con conto in Ticino.
Come la Somert S/A Montevideo che in un solo giorno, nell’ottobre 2014, ha ricevuto 18 milioni da parte della Odebrecht. Due altri conti luganesi, uno alla Efg, a nome di Gallpert Company, l’altro alla Bsi, a nome di Headliner Ltd, sarebbero invece stati utilizzati da Faria per trasferire 3,4 milioni di dollari di tangenti destinate a dei politici in relazione all’acquisto di due navi da parte della compagnia petrolifera statale Petrobras. Secondo le autorità brasiliane gran parte dei conti luganesi di Walter Faria sono rimasti aperti fino al 2018. Già nel 2017 Marcelo Odebrecht aveva affermato di essere passato dai “buoni uffici” del produttore di birra Petropolis per finanziare illegalmente alcuni membri de Partido de los Trabajadores.
Il gruppo avrebbe sovvenzionato la campagna di Dilma Roussef per conto di Odebrecht poiché il colosso edile aveva già raggiunto i limiti di finanziamento dei partiti politici previsti dalla legge. Petropolis sarebbe poi stata rimborsata dalla Odebrecht su conti all’estero. Un’ipotesi, quella dei rimborsi offshore, che sembra ora confermata dai documenti bancari luganesi giunti da poco a Brasilia.