Carige: la Bce teme sorprese da Malacalza, pronto un piano B?

finanzareport.it 4.9.19

Francoforte secondo indiscrezioni potrebbe congelare i diritti di voto del primo azionista e far ripetere a stretto giro l’assemblea 

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I commissari di Carige hanno lanciato un accorato appello agli azionisti, soprattutto i piccoli soci che saranno premiati se parteciperanno ad assemblea del 20 settembre e all’aumento di capitale, ma resta l’incognita Malacalza. L’attuale primo azionista di Carige non ha ancora sciolto le sue riserve sull’operazione, e la Bce a scanso di sorprese starebbe valutando un piano B che, se confermato, farà discutere.

Carige: incognita Malacalza, si muove la Bce

La ricapitalizzazione per complessivi 900 milioni (con un aumento da 700 milioni) continua infatti a dipendere da quale sarà la posizione assunta da Vittorio Malacalza e famiglia. Tuttavia, secondo quanto scrive oggi il Messaggero, Bce e Bankitalia hanno una carta di riserva.

Due giorni fa, scrive il quotidiano, ci sarebbe stata una riunione fra i rappresentanti della Vigilanza europea guidati da Ramon Quintana, capo della direzione che si occupa del caso Carige, il capo della Vigilanza di Bankitalia Paolo Angelini e i commissari Fabio Innocenzi, Raffaele Lener e Pietro Modiano.

Se l’assemblea non si dovesse costituire (serve un quorum del 20%) o dovesse respingere l’operazione di rafforzamento, si aprirebbero tre scenari: la risoluzione, la liquidazione coatta amministrativa “stile” banche venete, e tuttora la ricapitalizzazione precauzionale, utilizzando il decreto di gennaio che ha stanziato fino a 1 miliardo (il decreto può essere applicato entro il 30 settembre ma serve la volontà politica).

Carige e il piano B

Ma Bce e Bankitalia, riporta il Messaggero, potrebbero ricorrere a una soluzione estrema: in caso di bocciatura del rafforzamento provocata dal principale socio Malacalza, che dovesse votare contro o astenersi, le Autorità potrebbero convocare d’imperio un’altra assemblea a stretto giro (il mandato dei commissari scade il 30 settembre), congelando i diritti di voto di Malacalza, in nome della stabilità finanziaria e della tutela degli altri azionisti.

Questa soluzione provocherebbe la reazione della famiglia ligure con una coda di contenzioso, la stessa che si aprirebbe se il salvataggio dovesse saltare.

Questa ipotesi è emersa durante il vertice con la Bce che sarà seguito da altre consultazioni nei prossimi giorni. 

Intanto, fra gli altri soci, Volpi e Mincione avrebbero assicurato che voteranno a favore dell’operazione.