La ragnatela milionariadel manager tedesco

Federico Franchini caffe.ch 8.9.19

Si chiude una delle indagini più lunghe aperte in Svizzera

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Centinaia di milioni di dollari riciclati in Svizzera. Denaro finito su conti bancari e reinvestito in parte in appartamenti, oro e opere d’arte. Lanciata esattamente dieci anni fa – l’8 settembre del 2009 – quella nei confronti del finanziere tedesco Florian Homm e dei suoi complici elvetici è una delle inchieste di criminalità economica più lunghe mai condotte in Svizzera. Dopo decine di interrogatori, dopo avere analizzato 600 conti e inviato rogatorie in oltre 20 Paesi, l’indagine condotta dal Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) è terminata. A febbraio, l’atto d’accusa contro i 4 principali sospetti è stato inviato al Tribunale penale federale (Tpf) e ora, da Bellinzona, si attende un segnale da parte dei giudici. Da documenti letti dal Caffè, tra cui la recente condanna di cittadino belga per avere riciclato 5 milioni per conto di Homm, emerge un sistema strutturato nei dettagli. 
Florian Homm è stato protagonista di quella che, chiaramente se provata, sarebbe una delle frodi più colossali della storia. Alla testa della società Absolute Capital Management Holding Limited (Hcmh), gestore di otto hedge fund basati alle Cayman, avrebbe creato un sofisticato sistema per frodare gli investitori. L’uomo, già azionista della squadra del Borussia Dortmund, è stato a lungo ricercato dall’Fbi. Arrestato a Firenze nel 2013, doveva essere estradato negli Usa ma una sentenza ne ha ordinato la liberazione per scadenza dei termini di custodia. L’uomo, che nega i fatti, è poi rientrato in Germania da dove non può venire estradato.
Gli inquirenti elvetici stimano che Homm si sia arricchito illecitamente per circa 170 milioni di franchi. Denaro transitato poi dalla Svizzera, grazie all’aiuto di un fiduciario e di due ex banchieri elvetici, anch’essi accusati di riciclaggio. Tutto comincia quando vengono segnalate le irregolarità di Homm. E lui si rivolge a U.M., fiduciario a Küsnacht, che crea una serie di veicoli finanziari. Società offshore e conti bancari a nome di un certo Colin Trainor, un finto cittadino irlandese che altri – per l’accusa – non era che Florian Homm. Sui conti svizzeri a nome di Trainor sono transitati circa 21 milioni di dollari. Il denaro viene anche in parte investito nell’acquisto di oro, case e opere d’arte. Non solo: i suoi due ex banchieri elvetici hanno anche usato parte del patrimonio incriminato per creare una banca privata. 
Il giochino si rompe nel 2009. Gli inquirenti svizzeri stanno indagando su un riciclaggio dei soldi della droga della mafia bulgara. Una vicenda che nulla ha a che fare con Homm, se non con il fatto che la pista bulgara porta gli inquirenti negli uffici di U.M., e che lì rintracciano i flussi di denaro che legano il fiduciario al finanziere. Da qui il sequestro di 45 milioni.

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