Oggi l’Europa ha ucciso l’austerità. Cosa vuole in cambio?

12/09/2019Massimo Bordin Micidial.it

L’economista “liberal” Michele Boldrin oggi scrive su twitter:

BCE: droghiamoli, droghiamoli sempre di più. Tanto oramai son sia assuefatti che dipendenti ed a noi costa nulla spacciargli per miracolosa l’acqua omeopatica.

Il suo gruppo gli va dietro, ovviamente, con battute e neologismi che avrebbero fatto impallidire Totò: “DRAGHIamoli!”, dice qualcuno, “Weidmann aveva ragione”, aggiunge un’altro. 

A cosa dobbiamo questa potente rosicata dei Chicago Boys denonatri?

Oggi pomeriggio da Francoforte ha parlato Mario Draghi. Eccome, se ha parlato. Prima dell’avvicendamento con l’avvocato Christine Lagarde (che inflisse agli Achei danni più gravi del Pelide Achille) al vertice della Bce previsto per fine ottobre, il Marione nazionale ha abbassato di 10 punti base i tassi sui depositi e, soprattutto, ha riavviato il famoso bazooka promettendo l’acquisto di titoli di stato a partire da novembre per 20 miliardi al mese e finchè sarà necessario (sottolineatura quest’ultima che evidenzia un accordo con Lagarde prima del suo insediamento).

In Europa, dunque, la Bce prevede una politica “altamente accomodante a lungo”. Se volevamo sentire un’ennesima smentita del laissair faire faire laissez passer, oggi l’abbiamo sentita. Ecco perchè i liberisti rosicano. Tuttavia, se Adam Smith e David Ricardo sono morti, anche Keynes non si sente tanto bene. La fine delle politiche di austerità che hanno massacrato l’indotto e impedito gli investimenti in Italia è solo la carota che vien data al cavallo prima di bastonarlo a sangue.

Per Von Hayek, padre della scuola economica austriaca iperliberista, il federalismo continentale è il modo migliore per impedire agli Stati di legiferare in materia economica.

In modo più specifico, il sistema federale aiuterebbe ad impedire che i governi nazionali intervengano, in particolar modo impedisce loro di introdurre politiche protezioniste.

Un governo centrale in una federazione multi-etnica e multi-nazionale avrebbe maggiori difficoltà nel lanciare, programmare e sostenere politiche economiche, per via dell’eterogeneità e della mancanza di coesione interna. Von Hayek sosteneva che in questo modo si riuscirebbero a limitare, e su base costituzionale, dunque normativa, gli interventi di politica economica tipici degli Stati sovrani.

Anche se molti liberisti considerano la fine dell’austerità una iattura, nel nostro caso si tratta di una manovra di strategia politica e non economica, che vuole condurre i popoli europei all’acccettazione degli Stati Uniti d’Europa. Detto diversamente, secondo questa strategia, i popoli sono maggior disponibili, o se preferite “distratti”, ad accettare l’unificazione politica europea, se nel periodo interessato alla realizzazione del progetto, i singoli paesi potranno spendere senza troppi ostacoli. Ed è proprio ciò che sta facendo la Bce, appoggiata dalla new entry Christine Lagarde: un soggetto che fino a ieri era il pilastro delle politiche economiche di austerità. 

Come mai l’economista Boldrin ed i suoi seguaci sembrano (e sottolineo “sembrano”) non aver capito che il bazooka di Draghi è solo vasellina? A mio insindacabile giudizio perchè non hanno fatto il liceo classico.

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