Alitalia: preoccupa stallo, Conte segue dossier personalmente (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Per mesi e mesi Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno litigato sul destino di Alitalia. Il primo non voleva l’ingresso nella newco di Atlantia, “colpevole” a giudizio del leader grillino del crollo del ponte Morandi e dunque da punire “in memoria e onore delle vittime”. Il secondo, più pragmatico, invece puntava a chiudere al più presto la partita per scongiurare una fine infausta ad Alitalia e ai suoi 11 mila dipendenti e ai 20 mila lavoratori dell’indotto. 

Ebbene, nonostante il divorzio della Lega dai 5Stelle e la nascita del governo giallo-rosso, la situazione non è molto cambiata. Tant’è che scatterà l’ennesima proroga (la sesta) per dare tempo fino al 15 ottobre a Ferrovie, Tesoro, Delta e, appunto, Atlantia di dare vita alla nuova Alitalia. A frenare la soluzione del dossier, scrive Il Messaggero, è il cambio di esecutivo. Il responsabile dello Sviluppo economico, il grillino Stefano Patuanelli, ha appena preso in mano il dossier. E deve ancora orientarsi. Stesso discorso per la ministra dei Trasporti, la dem Paola De Micheli, e per il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, anche lui del Pd. 

Una situazione di stallo che allarma Giuseppe Conte, l’unico della squadra governativa in grado di garantire una continuità d’azione e di indirizzo in relazione al salvataggio Alitalia. Tant’è, che il premier viene descritto “preoccupato”. Il “nuovo umanesimo” lanciato da Conte nel suo discorso programmatico, dove ha posto un forte accento su occupazione e difesa dei lavoratori, non può infatti inaugurarsi con le pesanti ricadute occupazionali che verrebbe innescate dal fallimento del salvataggio di Alitalia. 

Anche perché nelle casse della Compagnia sono rimasti 300 milioni e, senza una soluzione, il tesoretto è destinato a esaurirsi da qui alla fine dell’anno. Per queste ragioni e per l’inesperienza di alcuni ministri, il premier Conte è determinato a seguire “personalmente” il dossier. Sia sotto gli aspetti tecnici, sia sotto quelli finanziari e industriali. 

A Palazzo Chigi provoca più di una preoccupazione il ritardo della trattativa con Delta. La compagnia americana non ha fatto aperture sulla possibilità di consentire ad Alitalia di rivestire un ruolo primario nell’alleanza transatlantica Blue Skies. Questo perché Delta ha già sottoscritto un’intesa con Air France sulle stesse rotte. E ritagliare un ruolo importante sulle stesse tratte ad Alitalia, vorrebbe dire ridiscutere anche l’accordo con la compagnia francese. 

A complicare il quadro e ad allarmare i sindacati, c’è stata poi la mossa dell’ormai ex ministro dell’Economia Giovanni Tria che, prima di passare le consegne a Gualtieri, ha pensato bene di posticipare l’ingresso del Mef nel capitale a dopo la nascita della nuova società. Frenata cui Gualtieri ha però deciso di mettere subito una pezza su sollecitazione di Conte. A Palazzo Chigi, infatti, non vogliono assolutamente prendere in considerazione l’ipotesi di ulteriori proroghe. Perché, appunto, i soldi stanno finendo. E considerate le ristrettezze di cassa e tutti i fondi già versati in questi anni nell’affaire Alitalia, il premier non ha intenzione di tirare fuori altre risorse. “Gli italiani non capirebbero”, è la parola d’ordine che filtra da Palazzo Chigi. 

vs 

(END) Dow Jones Newswires

September 13, 2019 02:51 ET (06:51 GMT)

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