Carige, sul piano di salvataggio Ccb il no dell’assessore Vinacci: “Prevede solo tagli e risparmi”

MARCO PREVE genova.repubblica.it 15.9.19

Carige, sul piano di salvataggio Ccb il no dell'assessore Vinacci: “Prevede solo tagli e risparmi”

L’assessore scrive a Bankitalia solo pochi giorni prima di essere silurato dalla giunta: “La Cassa trentina deve ancora dimostrare di poter assolvere, oltre alle proprie nuove funzioni, anche a quelle derivanti dal progetto”

l 4 settembre il Comune di Genova era fortemente preoccupato da alcune modalità dell’operazione di salvataggio che vede in prima fila la trentina Ccb. Timori espressi in una lettera inviata dall’allora assessore Giancarlo Vinacci, si suppone con l’avallo del sindaco, al direttore generale di Bankitalia Fabio Panetta e alla direttrice della sede genovese della stessa, Marina Avallone.“ Ci domandiamo – scrive – perché il piano industriale predisposto da Ccb, così come risulta tratteggiato purtroppo solo a grandi linee nei documenti a supporto della prossima assemblea della Banca, si basi prevalentemente su economie e risparmi derivanti dalla chiusura di unità operative ed altre attività tra cui alcune ad alto contenuto tecnologico, svolte oggi da Carige in Genova e in Liguria”.Questo è uno dei passaggi più duri della lettera lunga tre pagine.Vinacci, che pochi giorni dopo sarebbe stato rimosso dal suo incarico di assessore allo sviluppo economico dal sindaco Marco Bucci, formula poi alcune considerazioni sull’operazione “ proposta dal fondo Interbancario” e parla di una fusione “ foriera di indubbi vantaggi fiscali per gli azionisti che la governeranno”.Scrive Vinacci: “ Analizzando inoltre quanto finora reso noto appare evidente che in conseguenza degli attuali accordi presi da Ccb con il Fondo Interbancario e le altre parti coinvolte, eventuali investimenti finalizzati da parte degli attuali soci di Carige dovrebbero essere logicamente effettuati in Ccb, anziché direttamente in Carige…. Gli elementi fondamentali della governance conseguentemente non potranno che risiedere in Ccb”.E più avanti si sollevano dubbi sulle competenze di Ccb che “deve ancora dimostrare di essere in grado di assolvere efficacemente, oltre alle proprie importanti nuove funzioni cooperativistiche anche a quelle derivanti dall’operazione Carige, mettendo in campo nuove strategie e nuovi manager validi, non essendo sufficiente il semplice coinvolgimento di società internazionali di consulenza nella fase di riassetto organizzativo”.Il Comune di Genova chiede anche particolare attenzione per la gestione dei crediti deteriorati “per evitare facili e continue cessioni dei crediti deteriorati che quasi sempre condannano a morte le aziende locali debitrici”.

Carige, sul piano di salvataggio Ccb il no dell'assessore Vinacci: “Prevede solo tagli e risparmi”

VinacciCondividi  Il Comune esprime un auspicio: “ Ulteriori apporti di capitale risultano senz’altro convenienti e di interesse della stessa Ccb anche per diversificare la propria base azionaria”. Vinacci conclude sottolineando che il progetto ha una forte valenza strategica per Genova “ tale da poter attivare nuovi investitori, similmente alla cordata di imprenditori locali che in una precedente analoga situazione permisero il rilancio di Ansaldo Energia” ma specifica che serviranno “ certezze e trasparenza”. Vinacci auspica quindi che con il “ supporto di Bankitalia” si possa verificare “un intervento di investitori qualificati… Malgrado le attuali criticità si possono ancora trovare soluzioni come ad esempio un investimento sotto forma di azioni privilegiate convertibili… in tutto ciò riteniamo fondamentale il ruolo di indirizzo e controllo della Banca d’Italia”.

A seguito della lettera di Vinacci ha scritto a Repubblica un gruppo di piccoli azionisti Carige: “Un assessore allo sviluppo e promozione economica della città con delega anche ai rapporti con investitori, banche di investimento e fondazioni bancarie, persona in grado di ben conoscere le dinamiche bancarie ha espresso concetti in linea con quello che stiamo urlando da quando i commissari  hanno presentato questa operazione. 
Nella sua biografia vengono riportate importanti cariche ricoperte, dalla Banca Nazionale del Lavoro, Gruppo Mediobanca, Barclays, Mediolanum e altre ancora: insomma possiamo concludere che ha una certa esperienza del settore bancario e proprio per questo in data 4 settembre scorso ha inviato una lettera al direttore generale di Banca d’Italia Fabio Panetta dove esprimeva tutta la sua perplessità sul piano proposto dai commissari di cui all’assemblea di venerdi prossimo.  L’articolo si conclude che saranno necessarie CERTEZZE E TRASPARENZA e noi ci uniamo con tutte le nostre forze a questo auspicio, anche se con il passare dei giorni e la fatidica data alle porte, di TRASPARENZA ne abbiamo vista poca….. E’ doveroso sottolineare che l’assessore Vinacci è stato rimosso dall’incarico nel comune di Genova……..
Siamo molto dispiaciuti di aver perso nella nostra città la competenza di un assessore che ha effettuato una così attenta analisi della complessa operazione presentata dai commissari, ma messa a punto dagli uomini di Bankitalia (cfr Milano Finanza Dow Jones 11/9/19). Una domanda: ma Bankitalia non dovrebbe tra gli altri compiti perseguire la stabilità e l’efficienza del sistema finanziario, in attuazione del principio della tutela del risparmio sancito dalla COSTITUZIONE (art. 47 – La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito)????? Ripetiamo ancora una volta che in questo piano tutti gli attuali azionisti grandi e piccoli saranno espropriati e spazzati via. Senza alcuna tutela. E chi appoggerà l’operazione si precluderà qualsiasi possibilità di rivalsa futura”.