Gli Stati Uniti si stanno separando?

Massimo Bordin micidial.it 20.9.19

Secondo un approfondimento economico appena pubblicato (questo QUI)l’America sarebbe divisa in DUE economie: la prima, ispirata alla produzione tradizionale industriale e agricola e all’estrazione di materie prime, avrebbe come riferimento Trump ed il partito repubblicano; la seconda, per lo più sviluppatasi nel digitale e nei servizi  negli agglomerati urbani, farebbe maggior riferimento all’area del PD obamiano e clintoniano.

Non solo l’America rossa e blu sta vivendo due diverse economie, ma quelle economie stanno divergendo rapidamente. In effetti, un cambiamento radicale sta ora trasformando ulteriormente le 2 economie individuate.

Cosa mostrano esattamente i numeri? Gli studiosi americani che se ne stanno occupando hanno analizzato i dati provenienti dal voto degli elettori al Congresso. Ecco come si è evoluta la mappa geografica dei risultati del voto congressuale nell’ultimo decennio:

al Congresso del 2008, i distretti a voto democratico (e spesso urbani) comprendevano il 39% della superficie terrestre degli Stati Uniti, rispetto alla “prateria” del 61% dei distretti a voto repubblicano.

Al Congresso del 2018, appena dieci anni dopo, la quota democratica era scesa al 20% della mappa geografica degli States, con l’area repubblicana che arrivava all’80% della superficie terrestre della nazione.

Cosa indicano questi numeri? Che l’economia americana rimane si divisa in due, ma soprattutto che quella tradizionale è sempre più estesa, anche se ovviamente le aree rurali hanno una minor densità abitativa.

Questi cambiamenti stanno modificando in modo massiccio le identità economiche delle due parti.

Per prima cosa, in soli 10 anni, le due parti sono passate dalla quasi parità delle misure di prosperità e reddito ad una divergenza netta e in rapido movimento.

I distretti democratici, ad esempio, sono diventati significativamente più dinamici nell’ultimo decennio. Complessivamente, i territori “blu” hanno visto la loro produttività salire da 118.000 dollari annui per lavoratore nel 2008 a 139.000 nel 2018, poiché i recenti cambiamenti demografici e lo smistamento elettorale hanno assicurato loro una migliore istruzione e una maggior urbanizzazione.

La produttività del distretto repubblicano, al contrario, rimane bloccata a circa 110.000 dollari annui, riflettendo solo lievi miglioramenti per chi ha la laurea.

Non solo. I “territori” democratici stanno rapidamente aumentando il loro dominio sull’occupazione dei servizi professionali e digitali della nazione incrementadosi nelle città, mentre cedono le loro quote storiche e più rurali di attività manifatturiera e agricola-mineraria. Proprio dal 2008, la quota dei distretti democratici nell’occupazione di servizi professionali e digitali è passata dal 63,7% al 71,1%, mentre la loro quota di attività produttive ed estrattive della nazione (quelle tradizionali), si è ridotta dal 53,8% al 43,6% e poi al voto successivo, dal 46,1% al 39,5%.

Viceversa, nei “territori” repubblicani – non riuscendo come gruppo sociale a recuperare terreno nei nuovi settori – i lavoratori sono tornati alle professioni più “tradizionali”. L’occupazione professionale e digitale dei distretti repubblicani è scesa dal 36,3% al 28,9% del totale in soli 10 anni, ad esempio, mentre le loro quote di produzione e agricoltura sono aumentate dal 46,2% al 56,4%, e successivamente dal 53,9% al 60,5%.

Relativamente a questi cambiamenti, ci sono stati drammatici eventi demografici. In appena un decennio, i distretti con voto democratico sono diventati sorprendentemente più istruiti e più articolati. Ad esempio, i distretti con voto democratico hanno visto la loro quota di adulti con almeno un diploma di laurea passare dal 28,4% nel 2008 al 35,5%. Dall’altra parte, i distretti repubblicani hanno a malapena aumentato il conseguimento della laurea oltre il 26,6% e nel frattempo sono diventati numericamente più anziani (e più “bianchi”).

E ci sono ben pochi segni di un’inversione imminente della divergenza che vi ho segnalato.

Semmai, le attuali tendenze economiche sono alla base della divisione attuale dei due partiti e la tendenza sembra rafforzarla. Per almeno il prossimo futuro, quindi, la nazione sembra destinata a lottare con estreme divisioni economiche, territoriali e politiche in cui le due parti si scannano su questioni come l’innovazione, l’immigrazione e l’educazione perché rappresentano mondi nettamente separati e divergenti. Non solo le due parti aderiscono a visioni molto diverse, ma vivono in economie e ambienti sempre più diversi.

In pratica gli Stati Uniti sono sempre meno “uniti”, e si stanno dividendo in due paesi diversi. Forse è questa la globalizzazione in verità: il trionfo della disgregazione mascherata da unificazione.