VACCINI ANTINFLUENZALI / IL POLO SENESE DI SEQIRUS


22 Settembre 2019 di: Cristiano Mais lavocedellevoci.it

Nuova sede italiana per il secondo produttore al mondo nel settore dei vaccini contro l’influenza, Seqirus. Si trova a San Martino, frazione di Monteriggioni, nel senese.

La società nasce quattro anni fa, dopo l’acquisizione da parte dell’australiana CSL Limiteddel business vaccini antinfluenzali della svizzera Novartis.

Due i quartieri generali base. A Melbourne, in Australia, e a Maidenhead, a una quarantina di chilometri da Londra. In Inghilterra, poi, c’è lo strategico polo di Liverpool. Il gruppo, comunque, ha diramazioni operative soprattutto negli Stati Uniti e in Germania.

Duemila i dipendenti, la presenza in una ventina di paesi, due le tecniche seguite per la preparazione dei vaccini intinfluenzali.

A base di colture cellulari (in fase di sperimentazione crescente, soprattutto nello stabilimento a stelle e strisce di Holly Springs) e di colture su uova, come succede ad esempio a Liverpool.

Il quartier generale di Seqirus

In Italia ha appena lanciato il vaccino quadrivalente su coltura cellulare. Sostiene la general manager di Seqirus ItaliaMaura Cambiaggi: “La prossima stagione influenzale sarà disponibile il nuovo vaccino prodotto su colture cellulari, seguito a stretto giro dall’altro vaccino trivalente adiuvato. Quindi per il prossimo futuro ci aspettiamo di continuare a crescere”.

Sequirus Italia fa segnare un fatturato annuo da 20 milioni di euro. Afferma Emanuele Montomoli, docente di Igiene della sanità pubblica all’università di Siena e fondatore di VisMederi, società attiva nella ricerca antinfluenzale che dal 2018 collabora con Seqirus: “Ci stiamo concentrando sulla definizione di nuovi processi per lo sviluppo dei vaccini antinfluenzali di nuova generazione, di cui il nuovo quadrivalente rappresenta già un traguardo importante”.

E aggiunge: “Non avremo più virus coltivati su uova embrionali di pollo, soggetti a quelle mutazioni che il virus può avere quando viene cresciuto sulle uova di pollo e quindi non è più identico al virus che circola nella popolazione. Usando colture cellulari avremo dei vaccini contenenti virus molto più vicini a quelli che circolano nella popolazione e, quindi, auspichiamo, più efficaci”.

Davvero l’uovo di Colombo.