Credit Suisse “trema”a causa di due alberi

caffe.ch 29.9.19

Il mondo bancario esterrefatto dalla “spy story” zurighese

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ANDREA STERNLa tuia è una conifera che viene anche chiamata “albero della vita”. Ma per Tidjane Thiam, Ceo di Credit Suisse, è piuttosto un “albero della malora” che rischia di fargli perdere un impiego da 12,7 milioni di franchi all’anno. “Stiamo assistendo a una vicenda assurda – commenta Giovanni Crameri, per lunghi anni direttore di Ubs Ticino -. È difficile capacitarsi di come due persone che dovrebbero avere un’intelligenza sopra la media possano aver creato un putiferio del genere. In oltre quarant’anni nel settore bancario non ho mai visto niente di simile”.
L’altro protagonista della diatriba è Iqbal Khan, talentuoso manager di origini pakistane che negli ultimi tre anni è stato responsabile della gestione patrimoniale di Credit Suisse, portando alla banca oltre 45 miliardi di franchi di soldi freschi. Khan era considerato un fedelissimo di Thiam nonché possibile suo successore. Ma il rapporto tra i due ha iniziato a deteriorarsi quando il manager ha comprato casa proprio accanto al suo capo, a Herrliberg, sulla “costa dorata” zurighese. Innanzitutto c’è stato il cantiere di casa Khan, che per quasi due anni ha disturbato il riposo del Ceo di Credit Suisse. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono stati i due esemplari di tuia, piantati dalla compagna di Thiam esattamente sul confine con la proprietà del nuovo arrivato. Questi ha così accusato il suo capo di avergli nascosto la vista lago e i due sarebbero quasi venuti alle mani, se non fosse stato per l’intervento della moglie di Khan. 
Il rapporto non si è più ricucito. Poco dopo il litigio, Khan ha rassegnato le dimissioni da Credit Suisse e ha firmato per Ubs, dove dal 1° ottobre sarà co-responsabile del comparto gestione patrimoniale. Ma l’assurda vicenda non era ancora finita, anzi, la parte più clamorosa doveva ancora iniziare. Una decina di giorni fa Khan sospetta di essere pedinato mentre da casa sua si dirige in centro a Zurigo, insieme alla moglie. Si ferma e scatta delle foto. Segue un episodio ancora poco chiaro che porta al fermo di alcune persone da parte della polizia cantonale zurighese. Quelle persone, ha svelato la stampa, erano agenti di una società privata incaricata da Credit Suisse di sorvegliare i movimenti e le frequentazioni del suo manager in partenza per Ubs.
“Qualsiasi consulente – riprende Crameri – si porta dietro qualche cliente quando cambia datore di lavoro. Non c’è bisogno di chiamarsi Khan – nota Crameri -. Ma nella mia esperienza bancaria non ho mai sentito la parola spionaggio. Mi sembra davvero assurdo arrivare a pedinare un manager, è una cosa mai vista in Svizzera”. Una cosa che andrà risolta il più in fretta possibile. L’azione di Credit Suisse è in caduta libera e le ripercussioni potrebbero essere pesanti. “L’ex direttore generale di Ubs Oswald Grübel sostiene che Tidjane Thiam debba essere rimosso dal suo incarico – nota Crameri -. Se quanto emerso finora dovesse essere confermato, penso che sia l’unica via percorribile. Bisogna chiarire in fretta l’accaduto e prendere i dovuti provvedimenti. Ne va dell’immagine di Credit Suisse e di tutta la piazza finanziaria elvetica”.
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