Il cavaliere dell’Imperovuole Lugano Airport

caffe.ch 13.10.19 Andrea Stern

Emergono i nomi degli interessati all’aeroporto di Agno

Immagini articolo

Mister X ha già un nome e un cognome. Nonché parecchi titoli onorifici. D’altronde, si sa, a Lugano mantenere un segreto è impresa assai ardua. Ancor più tra i corridoi del semideserto terminal aeroportuale. Così si è ben presto venuti a sapere che l’uomo che in settimana ha incontrato la dirigenza di Lugano Airport per chiedere il controllo della società di gestione sarebbe Sir Lindsay Owen-Jones, ex Ceo del gruppo francese L’Oréal, cavaliere dell’Impero britannico e commendatore della Légion d’honneur francese. Un personaggio molto facoltoso e altrettanto discreto, tanto che nessuno si sente di confermare ufficialmente la sua partecipazione all’incontro di cui ha dato notizia il Corriere del Ticino. Ma le conferme ufficiose, quelle sì, abbondano.
Nato in Inghilterra settantatre anni fa, Sir Lindsay Owen-Jones è stato l’artefice dell’espansione mondiale del gruppo francese L’Oréal. Entratovi come semplice venditore, ne è uscito in qualità di Ceo. Oggi vive a Montagnola nella villa che fu del suo connazionale George Harrison. Ha un aereo basato all’aeroporto di Agno e vanta un patrimonio stimato in oltre 600 milioni di franchi. 
Chiaramente Sir Lindsay Owen-Jones non “salverebbe” l’aeroporto da solo. Insieme a lui sarebbero pronti a intervenire altri privati, tra i quali pare vi sia Andrea Bonomi, fondatore e capo della Investindustrial, anche lui proprietario di un aereo con base ad Agno. Bonomi era già stato accostato a Lugano Airport alcuni anni fa, quando il cinquantaquattrenne italiano aveva acquistato la casa di Cassina d’Agno di Attilio Bignasca. Allora la situazione dello scalo aeroportuale non era ancora così disperata ma qualcuno aveva ventilato il nome di Bonomi quale possibile uomo del rilancio. Del resto l’imprenditore nato a New York può vantare un lungo curriculum di società acquistate sull’orlo del fallimento e riportate ai fasti che furono. Tra le tante, le più citate sono probabilmente Ducati e Aston Martin. 
Nella cordata capitanata da Sir Lindsay Owen-Jones vi sarebbe pure un terzo proprietario di un aereo basato ad Agno, Daniele Perfetti, erede dei fondatori del famoso gruppo dolciario. È circolato pure il nome dell’immobiliarista Stefano Artioli ma questi, interpellato dal Caffè, si è affrettato a smentire le voci di un suo presunto coinvolgimento. “Quando c’è di mezzo la politica – ha detto -, io mi tengo a distanza. Del resto se l’aeroporto è sull’orlo del fallimento ci sarà un motivo”.
Anche senza Artioli, la cordata resta di peso. E pare avere le idee in chiaro. Tuttavia forse è prematuro fare i conti senza l’oste, ovvero la Città e il Cantone, cui Sir Owen-Jones e compagni pongono delle condizioni piuttosto rigide e stringenti. L’ente pubblico dovrebbe infatti risanare i conti della società di gestione, cederne il controllo e accettare la soppressione di buona parte dei posti di lavoro. Una perdita netta, un ridimensionamento cui non necessariamente seguirebbero degli effetti positivi. Prima di accettare eventualmente quest’offerta l’ente pubblico potrebbe rivalutare anche il progetto presentato a suo tempo da Dario Kessel e Silvio Tarchini. I due imprenditori sono ancora disponibili e avrebbero il vantaggio di poter intervenire in tempi brevi.
a.s.