Astaldi, indagati per corruzione i commissari Ambrosini e Rocchi e il professionista Gatti

Roma.fanpage.it 8.11.19

La procura di Roma ha aperto un’inchiesta per corruzione nell’ambito della procedura di ammissione al concordato preventivo in continuità della società Astaldi spa, grande azienda romana di costruzioni. I commissari Ambrosini e Rocchi e il professore Gatti sono stati iscritti nel registro degli indagati.

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Sono indagati per corruzione in atti giudiziari i due commissari dell’azienda di costruzioni Astaldi, Stefano Ambrosini e Francesco Rocchi. Il terzo nome che la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati è quello del professore Corrado Gatti. Secondo il procuratore aggiunto Paolo Ielo, che ha avviato un’indagine in relazione alla procedura di ammissione al concordato preventivo in continuità della società Astaldi Spa, grande azienda romana di costruzioni da tempo in crisi, i commissari avrebbero chiesto a Gatti di ottenere un compenso più elevato rispetto alla media come remunerazione per il loro incarico di commissari.

Nello specifico, l’ipotesi, concretizzata grazie ad alcune intercettazioni telefoniche, è che Francesco Rocchi, con l’appoggio di Stefano Ambrosini avrebbe chiesto a Gatti, colui che propone il compenso dei commissari stessi, di usare i valori “medi” tabellari previsti, e non quelli “minimi” per calcolare i loro compensi, poi definiti in un totale di 36 milioni di euro invece di 21. Il terzo commissario della procedura Vincenzo Ioffredi al momento non è indagato né risulta coinvolto nei fatti. Nell’indagine il procuratore Ielo è affiancato dall’aggiunto Rodolfo Sabelli e dai sostituti Fabrizio Tucci, Rosalia Affinito e Gennaro Varone.

In una nota la Procura precisa che “il 30 ottobre 2019 sono state eseguite perquisizioni nei confronti di due dei tre commissari della procedura concordataria, nei confronti dell’attestatore e nei confronti di altro professionista”. Le indagini preliminari, precisa la nota, “sono dirette a verificare ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari e istigazione alla corruzione e non riguardano organi della procedura diversi da quelli sopra indicati, sono tuttora in corso”. Inoltre la Procura precisa che “l’accertamento dei fatti mira a garantire che l’intera procedura sia tenuta indenne da ogni possibile illecito, ove sussistente, e comunque da ogni eventuale dubbio a tale riguardo. Tali accertamenti hanno ad oggetto specifiche condotte di persone fisiche e non coinvolgono le attività tuttora in corso dell’azienda”.articolo a cura diRedazione Roma

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