Ilva: allarme Colle, in gioco tutto sistema industriale (CorSera)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“Dovete sbrigarvi a risolvere la crisi dell’Ilva. Trovate il modo di uscirne in fretta, tenendo insieme il problema dell’occupazione e quello della continuità industriale. Vale per l’acciaieria di Taranto, su cui bisogna che vi concentriate subito, ma anche per Alitalia, Whirlpool e le tante altre crisi aziendali aperte. Non possiamo permetterci, sull’onda dell’abbandono di ArcelorMittal, che scatti un effetto sistemico sulle nostre imprese”. 

Sarebbe questa, scrive il Corriere della Sera, la raccomandazione fatta da Sergio Mattarella al premier, che ieri mattina era salito di buon mattino al Quirinale per riferirgli i dettagli del lungo e deludente incontro con i vertici del colosso indiano, culminato nella pretesa dei suoi negoziatori di far accettare dal governo modifiche contrattuali, differenti condizioni di mercato, uno scudo penale e soprattutto 5.000 esuberi nel polo siderurgico pugliese. 

Richieste, quest’ultima in particolare, che l’inquilino di Palazzo Chigi ha respinto – in attesa di un nuovo confronto dall’esito comunque prevedibile – essendo consapevole di quale “bomba sociale” si innescherebbe nel Mezzogiorno, e non soltanto lì. Lo sa Conte e lo sa il capo dello Stato. Al quale naturalmente non spetta di “fare la sintesi e indicare le soluzioni”, perché “questo tocca alla politica”, ma che resta in allarme anche per come si è gestita la partita negli ultimi anni, da parte di diversi esecutivi. 

Mattarella ha parecchi dubbi. A partire dal fatto che si sia focalizzata l’attenzione sullo scudo giudiziario. Il suo ragionamento è che in quella maniera si è persa di vista la questione vera, che sono i 10 mila e più occupati. Ma non basta. Per il Colle, infatti, il problema di quest’Italia bloccata è di creare le condizioni – generali e specifiche – affinché le imprese nazionali, oltre a quelle straniere, investano nel Paese. E per riuscirci, è la sua costante segnalazione, serve un clima di stabilità e di certezze normative. 

Questa è la sfida ricordata dal presidente a Conte, sfida cui per forza di cose si lega l’occupazione. Altro che scudo, per quanto fosse giusto rimetterlo per togliere pretesti di fuga ai dirigenti di ArcelorMittal. E sul rebus di Taranto, senza addentrarsi nei negativi calcoli di redditività compiuti dai manager, condivide la diffusa opinione che la mancanza di una legge adeguata abbia avuto un peso nel passo indietro aziendale. Al pari di tanti altri, Mattarella è rimato colpito, per esempio, dalla contraddittoria sequenza dei decreti legge ad hoc (da quello contenuto nel decreto crescita all’ultimo, risalente al 3 settembre, quando la crisi politica era ancora aperta) e dei successivi emendamenti mirati che si sono succeduti nei mesi scorsi. 

Con il risultato che il governo si è schizofrenicamente smentito, interferendo nella vertenza Ilva. C’è di più. La fumata nera sul destino dell’acciaieria si associa come ulteriore elemento intossicante nel clima di alta tensione che lacera la maggioranza. Nell’incontro al Quirinale il premier ha riassunto i termini dell’ultimo scontro -“assai duro”, ha spiegato- andato in scena l’altra sera, durante il Consiglio dei ministri. 

vs 

(END) Dow Jones Newswires

November 08, 2019 02:42 ET (07:42 GMT)

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