Alitalia: Delta non riesce ancora a convincere Atlantia (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

La cordata italiana resta spaccata sul partner industriale. L’offerta di Delta, prescelta da Fs, così com’è non convince del tutto Atlantia, che ancora considera in partita Lufthansa, nonostante al cda di giovedì scorso il ceo Carsten Spohr abbia ribadito l’interesse solo per una compagnia già ristrutturata. Nemmeno il termine, sempre più ravvicinato, del 21 novembre per la presentazione dell’offerta vincolante contribuisce ad avvicinare le posizioni su un’Alitalia a stelle e strisce. 

Oggi – scrive MF – è comunque un giorno chiave, perché sia Fs che Atlantia hanno concordato di chiudere il cerchio entro questa settimana e già in giornata potrebbero fare una comunicazione ai commissari straordinari e al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Il punto è, spiegano fonti vicine al dossier, che tecnicamente a Delta non è richiesta un’offerta, in quanto già nota, ma una puntualizzazione della stessa e sulla concessione delle rotte. Il gruppo statunitense mette sempre sul tavolo 100 milioni di euro per una quota del 10%, ma sarebbe pronto a riaprire la jv transatlantica Blue Sky, a patto che sia d’accordo anche il partner Air France-Klm. 

Deve poi sciogliere la riserva sulla partecipazione all’aumento di capitale, perché secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, nel piano per il rilancio di Alitalia viene messa nero su bianco la necessità immediata, con un apporto di almeno 700 milioni di euro. 

Sui temi anche ieri ad Atlanta, a tarda sera in Italia, era prevista una riunione degli uomini di Delta. Tutte queste considerazioni fanno sì che altrove si guardi ancora a Lufthansa e l’arrivo a Roma della cancelliera Angela Merkel lascia spazio a nuovi scenari. Resta in piedi perciò, l’ipotesi di un rinvio della scadenza del 21. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’idea è quella di poter indicare ai commissari straordinari e al ministero dello Sviluppo economico la composizione della newco a trazione Fs, ma non la vera e propria offerta vincolante, che deve poggiare su un piano industriale che ancora non c’è. 

L’unica certezza sembrano gli esuberi, tra 2.500 e 2.700, di cui dovrebbe farsi carico il governo con gli ammortizzatori sociali, mentre una parte verrebbe ricollocata tra Fs e Adr, la controllata di Atlantia che gestisce gli scali romani. 

Intanto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha rivendicato la validità del nuovo prestito ponte di 400 milioni di euro appena concesso alla compagnia per poter arrivare a marzo 2020, quando è previsto il passaggio alla nuova proprietà. “Il nostro è un finanziamento in ottica di mercato, che servirà al rilancio di Alitalia, e vogliamo che così sia percepito anche da Bruxelles”, ha detto il ministro. “C’è davvero la possibilità di voltare pagina se arriverà un piano industriale convincente”. 

red/cce 

(END) Dow Jones Newswires

November 12, 2019 02:23 ET (07:23 GMT)