B.P.Bari: bussa alla porta del Fondo interbancario (Mess)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Spunta l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) per il risanamento della Popolare di Bari, sulla falsariga del salvataggio di B.Carige. Lo scrive Il Messaggero aggiungendo che giovedì prossimo si riunirà il cda pugliese per approvare il piano triennale di rilancio, complesso e fondato su una consistente ricapitalizzazione che il giorno dopo dovrebbe essere illustrato ai sindacati. 

Questo piano, prosegue il giornale, dovrebbe aprire le porte al Fondo banche con cui da mesi i vertici della banca barese hanno interlocuzioni. L’ultimo incontro tra Gianvito Giannelli, Vincenzo De Bustis e Luigi Jacobini risale ad alcuni giorni fa. Di fronte alla richiesta di aiuto, i vertici del fondo avrebbero ripetuto che la disponibilità è subordinata a un progetto che punti davvero al rilancio con la presenza di un anchor investor. E siccome Bari è sotto i riflettori di Bankitalia che sta conducendo una invasiva ispezione e del Tesoro, questo cavaliere bianco potrebbe essere il Mediocredito centrale banca del Sud. 

Tra la banca pugliese e quella controllata dal Mef tramite Invitalia, prosegue il giornale, sarebbe stato sottoscritto un accordo di riservatezza per studiare forme di collaborazione. Ma affinché Mediocredito possa funzionare come anchor investor è necessario che a sua volta venga ricapitalizzato dall’azionista pubblico. Oggi ha un patrimonio di 280 mln che è largamente insufficiente per rafforzare Pop Bari. Secondo quanto riferito dal quotidiano, al Tesoro è in cantiere la possibilità di dotare Mediocredito di nuovi mezzi freschi adeguati. La popolare barese potrebbe avere necessità di un aumento di capitale compreso tra gli 800 mln e 1 mld che deve essere messo in cantiere a prescindere da altre opzioni. 

vs 

(END) Dow Jones Newswires

November 12, 2019 04:11 ET (09:11 GMT)