Governo: pronta alleanza tra Roma e Parigi (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il Trattato del Quirinale è pronto a vedere la luce. Scritto sulla falsariga di quello di Aquisgrana tra Francia e Germania, dopo essere rimasto molti mesi nel cassetto del premier Giuseppe Conte, ora il patto a tutto tondo tra Roma e Parigi è tornato sui tavoli diplomatici e, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, dovrebbe essere ufficializzato già nel prossimo bilaterale tra il primo ministro italiano e il presidente francese Emmanuel Macron. 

Un incontro che dovrebbe tenersi a breve, forse già a gennaio o febbraio. Il lavoro della commissione incaricata di redigere il Trattato, su input dell’allora premier italiano Paolo Gentiloni e del capo dell’Eliseo, è terminato a poche settimane dalle elezioni politiche del maggio 2018 e perciò Conte all’insediamento ha ereditato dal suo predecessore il Rapporto intermedio stilato dagli esperti. 

Il tomo è finito però dritto nel cassetto, visti i non facili rapporti tra le due capitali, che hanno toccato il punto più basso lo scorso febbraio con il ritiro dell’ambasciatore francese Christian Masset, dopo un’escalation passata dalla tensioni alle frontiere per il controllo dell’immigrazione, alla visita dell’allora vice premier Luigi Di Maio ai leader dei gilet gialli che stavano infiammando Parigi, alle divergenze sulla Tav. 

Il cambio di maggioranza ha invece subito avuto un effetto rinvigorente per l’asse Italia-Francia, con Macron che si è recato in visita a Roma già a metà settembre, a poco più di un mese dalla nascita del nuovo esecutivo Conte. Proprio in quell’occasione sarebbe stato deciso di scongelare il Trattato del Quirinale, riprendendo il lavoro della commissione italo-francese composta dagli ex ministri Paola Severino e Franco Bassanini e dal consigliere del premier Gentiloni Marco Piantini in quota italiana e Sylvie Goulard (ex ministro della Difesa), Gilles Pécout (professore della Sorbona) e Pascal Cagni (ambasciatore per gli investimenti internazionali) in quota francese. 

La firma del patto sarebbe un assist per tutto il sistema produttivo italiano, visto che una parte importante di esso riguarda temi economici. Tra le altre cose si prevede infatti di strutturare una cooperazione stabile tra i due Paesi (che non sempre sono andati d’amore e d’accordo in fatto di business), pensata proprio per risolvere per tempo eventuali problemi e diminuire all’origine le occasioni di attrito. Emblematico in questo senso è il caso Fincantieri-Stx France, finito sotto la lente dell’Antitrust Ue per esplicita richiesta francese e ora alle prese con una indagine approfondita della Dg Comp. E se arrivasse per tempo il patto Italia-Francia potrebbe forse aiutare anche ad evitare che simili tensioni si riverberino su un’altra importante partita appena iniziata tra Italia e Francia: il merger Psa-Fiat. Senza parlare poi della gestione della delicata situazione in Libia e del sempre spinoso dossier Tav TorinoLione. 

red/sda 

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November 15, 2019 02:48 ET (07:48 GMT)