Novari vai a sciare, non rovinarci le Olimpiadi

di Flaminia Camilletti – 15 Novembre 2019 intellettualedissidente.it

Vincenzo Novari è stato messo a capo dell’organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2026, ma visti i precedenti sarebbe meglio se a Cortina ci andasse solo per fare le vacanze.

Vincenzo Novari, è lui l’uomo del momento. Sulla cresta dell’onda, è appena stato nominato Ceo del comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali che si terranno a Milano e Cortina nel 2026. Vincenzo Novari ha battuto gli altri due candidati, Tom Mockridge ex Ad di Sky e l’ex Ceo di Rinascente, Alberto Baldan. La decisione è stata presa all’unanimità nelle sale del ministero per le Politiche giovanili e lo Sport, e vi hanno partecipato tra gli altri il ministro Vincenzo Spadafora, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, i governatori di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, i sindaci di Milano e Cortina, Beppe Sala e Gian Pietro Ghedina.

Vincenzo Novari è stato l’Ad della compagnia telefonica 3 per sedici anni, molto vicino a Renzi e alla Leopolda negli anni in cui l’ex premier voleva farlo direttore Rai. Da anni è in atto una grande campagna di marketing, in cui il prodotto che si vuole vendere è l’uomo giusto al posto giusto. I più malevoli non a caso dicono che nel suo mestiere di responsabile marketing è proprio se stesso il prodotto che ha sempre venduto meglio. Un mago del commerciale dunque, ma non si può dimenticare il suo passato in 3, sedici anni di cui tredici chiusi sempre con perdite mostruose.

Il manager genovese, 60 anni, ha iniziato la sua carriera come direttore marketing nel gruppo francese L’Oréal, dove è rimasto fino al 1992, ed è poi passato per 3 anni in Danone. Nel 1995 Novari è andato a lavorare in Omnitel Pronto Italia e nel 1999 è diventato amministratore delegato di Omnitel 2000. L’anno successivo ha fondato Andala, che successivamente è diventata 3 Italia, di cui è rimasto alla guida fino al 2016 quando la società si è fusa con Wind.

Novari nei sedici anni in cui è stato alla guida di 3, è stato accusato dalle aziende concorrenti di dumping dei prezzi. Chi non ricorda le offerte pazzesche dei piani offerti da 3? Il suo operato ha devastato il mercato delle telecomunicazioni italiane, che ad oggi non si sono ancora riprese. Novari in un’intervista rilasciata a Repubblica nel settembre del 2014 si era difeso dicendo che alla sua azienda per far margine servivano 5 milioni di utenti in più e che ponendosi da challenger nel mercato delle telecomunicazioni non aveva fatto altro che seguire una legge basilare del marketing. Poco importa se le loro campagne così aggressive abbiano distrutto il settore. Il risultato fu quello di innescare una guerra di tariffe che alla fine si riversò negativamente sui conti del 2013 di tutti gli operatori. Inoltre questa politica commerciale non produsse nemmeno i frutti sperati e l’unico motivo per cui 3 riuscì a reggere fu grazie ai soldi del suo più grande investitore, Li Ka-Shin, un miliardario di Hong Kong che ha iniziato vendendo fiori di plastica e che ora, secondo Forbes, è tra i venti uomini più ricchi del mondo con un patrimonio di 31,4 miliardi di dollari. Attraverso Hutchinson Wampoa, Li Ka-Shin gestisce un gruppo con 270 mila dipendenti divisi in 52 Paesi, con interessi in servizi portuali, hotel, infrastrutture e energia.

Non passò inosservata nemmeno la scommessa persa sulla tv per cellulari. Un flop pazzesco costato milioni e milioni, per non parlare del canale La 3, progetto nato dagli stessi investimenti della tecnologia flop DVB-H. Tecnologia costata cara a 3 Italia, obsoleta ancor prima di nascere. Novari ha comunque tenuto in piedi La3 cercando di cambiare forma al canale più e più volte, senza mai avere successo. Ad oggi è chiuso dopo aver transitato prima sul digitale terrestre e poi su Sky. E Meno male che Renzi voleva farlo direttore Rai.

Oggi la figura di Vincenzo Novari si ricicla nello sport, vetrina di lusso per i viveurcome lui. L’Espresso nel 2015 ne raccontava come di un appassionato di Maldive e cravatte sgargianti. Villa a Courmayeur, castello in Cilento; festaiolo, mondano, gli amici dicono che ami ballare. La sua fidanzata storica è l’ex Miss Italia Daniela Ferolla che dal 2015 presenta Linea Verde su Rai Uno.

Grande amico di Lucio Presta, agente dei vip e marito di Paola Perego, fu lui a introdurlo nel giglio magico ed è forse grazie a quei contatti che oggi si guadagna il titolo di manager di comitati olimpici. Come se avesse mai avuto a che fare con lo sport. Ad ogni modo la sua nomina sembra aver placato, almeno per ora, la maretta tra il ministro Vincenzo Spadafora e il Presidente del Coni Giovanni Malagò, che spingeva affinché venisse nominato Stefano Domenicali, attuale presidente e amministratore delegato di Lamborghini, dove è stato assunto nel 1991, ai tempi di Luca Cordero di Montezemolo. E se fra i due litiganti il terzo gode, è proprio il caso di dire che a godere oggi è Vincenzo Novari, un tipo che cade sempre in piedi. Da tenere d’occhio.