Ilva: Conte e Mittal più vicini, oltre Cdp può esserci Intesa (Rep)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Al Tesoro si sta esplorando l’ipotesi di un ingresso diretto (di minoranza) in Am Investco, o della creazione di una newco a monte della società nella quale entrerebbe con una quota Cdp (le Fondazioni azioniste però continuano ad opporsi) o una delle sue partecipate. Per entrambi i casi, Intesa Sanpaolo (che già detiene il 5,6% di Am Investco e vanta un credito di 1 miliardo nei confronti di Mittal) avrebbe dato la propria disponibilità ad essere della partita. 

Lo scrive La Repubblica aggiungendo che a due giorni dal vertice di Palazzo Chigi, che venerdì rimetterà uno di fronte agli altri il premier Giuseppe Conte e i Mittal, padre e figlio, la multinazionale ha compiuto altri passi verso una trattativa che ora, dopo la prima reazione scomposta e inconcludente della politica, appare più praticabile. Un ammorbidimento sul quale, dicono fonti vicine al lavoro delle diplomazie, ha pesato il combinato disposto dell’intervento del capo dello Stato Mattarella che ritiene l’Ilva un’emergenza nazionale, e delle indagini della magistratura. Così ieri l’a.d. Lucia Morselli ha sbloccato il pagamento dei fornitori: al 100% per quelli strategici, al 70% per gli autotrasportatori. E sempre la Morselli ha consentito ai commissari “ispezione dei parchi minerali negata precedentemente. Gli stessi commissari in settimana chiederanno all’autorità giudiziaria la proroga della scadenza del 13 dicembre sull’adeguamento dell’altoforno 2. 

Nonostante questi segnali di distensione, venerdì si aprirà una complicatissima partita di poker, come hanno lasciato intendere Conte e il ministro dello Sviluppo Economico, Patuanelli, che ieri hanno ufTcialmente chiesto ad ArcelorMittal di fare il primo passo rinunciando al recesso dal contratto su Ilva. Il governo si presenterà con l’obiettivo massimo di far tornare la multinazionale sui suoi passi, rendendosi disponibile alla reintroduzione dello scudo penale (comunque non all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di stasera salvo, appunto, una retromarcia già oggi dei Mittal), alla rinegoziazione del canone di affitto e ad ammortizzatori sociali per non più di 2.500 esuberi (contro i 5.000 strutturali stimati dall’azienda). Solo se questo punto di caduta dovesse rivelarsi impraticabile, l’esecutivo giocherebbe la carta dell’intervento pubblico al fianco di ArcelorMittal. 

pev 

(END) Dow Jones Newswires

November 21, 2019 02:43 ET (07:43 GMT)