Ue: Moscovici; fondo salva-Stati decisivo o banche a rischio (CorSera)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

“Il fondo Salva-Stati è decisivo, altrimenti le banche sono a rischio”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera, Pierre Moscovici, commissario Ue agli affari economici, spiegando che se la riforma del fondo salvataggi Mes finisse bloccata, salterebbe la rete di sostegno delle banche che essa contiene. 

La riforma del meccanismo europeo di stabilità “è parte di un pacchetto di misure per rafforzare l’unione monetaria in caso di choc. A giugno ci fu un accordo per consolidare l’unione bancaria con il cosiddetto backstop, la rete di sicurezza del fondo di risoluzione delle banche. Serve se un Paese non riesce a far fronte da solo a una crisi dei suoi istituti, e fa parte del Mes. E il pacchetto da adottare al vertice dei leader dell’area euro in dicembre. Poi partono le ratifiche nazionali. Noi alla Commissione abbiamo proposto anche di integrare il Mes nelle istituzioni comunitarie”, osserva. 

In caso di crisi “il coinvolgimento del settore privato non è una novità, il Trattato Mes lo prevede già dal 2012 ed è simile alle pratiche del Fondo monetario internazionale. Può avvenire solo in casi eccezionali. La riforma prevede che possa facilitare il dialogo fra governo coinvolto e investitori su base volontaria, informale, non vincolante, temporanea e riservata. Non è una rivoluzione. Non è una questione di fiducia o sfiducia verso l’Italia. Nel negoziato alcuni volevano condizionare l’aiuto del Mes alla ristrutturazione del debito pubblico. Questo è stato evitato grazie alla resistenza della Commissione e di numerosi Paesi, fra cui l’Italia”. 

Moscovici è convinto che le regole del Patto di stabilità “vanno cambiate, ma non nel senso ordoliberale che vorrebbe qualcuno a Berlino. Abbiamo bisogno di regole più semplici, meno prone ad accentuare i cicli economici verso l’alto e il basso, più leggibili, più capaci di sostenere la crescita. Ci vuole una sola priorità: la riduzione del debito. Poi nel caso dell’Italia c’è un secondo obiettivo: migliorare la produttività. Non si può accettare che cresca un punto meno dell’area euro”, conclude. 

pev 

(END) Dow Jones Newswires

November 21, 2019 02:37 ET (07:37 GMT)